Uscito questa notte Estate Povera, il primo vero singolo del nuovo album dei Ministri, con un video interattivo che ci trasporta in “terre che nessuno guarda e nessuno attraversa”

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Si chiama Estate Povera e parla di viaggi senza aerei e senza attrazioni, di strade di campagna, di bici rubate, di temporali e di allarmi infiniti. Con queste parole era stato preannunciato su facebook il primo vero singolo del nuovo album dei Ministri, in uscita a settembre.

Una ballata scritta su un vecchio Volkswagen in terre che nessuno guarda e nessuno attraversa, è una storia di città vuote, fughe lentissime e strade di campagna.

Un sound decisamente sottotono rispetto agli album precedenti. Sia in Balla quello che c’è, che in questo secondo estratto, non c’è traccia delle schitarrate di Dragogna e delle urla di Divi. C’è chi parla di una rinnovata ricercatezza musicale, e chi si ritiene già deluso dal cambio di genere del progett o discografico.

Ma bisognerà attendere settembre per darne un giudizio meno sommario, visto che la band stessa ha dichiarato che i pezzi sono molto diversi fra loro.

La novità che colpisce subito di Estate povera è il video interattivo (che trovate cliccando qui)

Il video doveva essere una gita spettacolare – anzi tre, dato che spesso si scappa da soli. E così abbiamo fatto tre viaggi poveri – con cieli che sembravano mettersi in posa al nostro passaggio. In tre delle mille terre di mezzo dimenticate del Paese – il Passo San Marco alla fine della Val Brembana, il Parco Del Delta del Po e una grotta spettacolare di cui nessuno (o quasi) si è mai accorto. Per non far torti, abbiamo deciso di lasciar scegliere a voi dove andare, semplicemente tenendo premuto 2 o 3 sulla tastiera del computer.

Un viaggio in bici tra strade di campagna dimenticate, senza meta, senza vergogna, mentre gli altri sono già partiti, sono già altrove. Povertà di paesaggio e d’intenti, fatta di solitudine e mancanza di alternative, di pioggia e gatti da salvare. Ma anche di scoperta, di rivalutazione di posti spesso del tutto ignorati.

Tu che mi chiedi alternative per stare insieme, estate povera
Prima c’è il fulmine, poi c’è l’allarme, se piove bevi, estate povera

E le ambulanze che si sdraiano sotto il sole e che salvano i gatti senza fare rumore
Una quercia alta sei metri si piega per proteggere un prato dai raggi di luna

Io, senza di voi, sono una strada di campagna
Senza una meta, senza vergogna 

A curare Estate povera- il regista Imperat, Flavio Toffoli alla fotografia, Matilde Castagna e la Golem per la produzione, il set assistant Roberto Ghislandi, Roberto Brudaglio al montaggio, il VFX compositor Dario Sbrana e il programmatore Matteo Cocon, Gordon Raphael alla produzione e le special guest ai cori Giorgio Poti dei CAIROBI e Ricardo Fischmann dei Selton. 
 
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