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Anche nel mondo delle due ruote della MotoGP sta trovando sempre più spazio di utilizzo l’elettronica tra chi è a favore e chi meno

Oggi giorno è sempre più presente l’utilizzo della tecnologia a bordo delle due ruote della MotoGP. Infatti già da anni c’è un utilizzo di centraline elettroniche, che gestiscono elementi come l’erogazione del gas, l’intensità della frenata e la raccolta di dati per analizzare le prestazioni della moto.

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In particolare le centraline firmate Magneti Marelli sono sempre più indispensabili perché permettono di capire e analizzare i suddetti elementi, ma permettono anche di applicare tecnologie come l’anti-impennata o il traction control. Sulla questione centraline si è espresso anche il capotecnico di Alex Rins, Jose Manuel Cazeaux, affermando: “Prima c’era un meccanico con un pezzo di carta che prendeva appunti per la pressione delle gomme per ogni sessione. Poi il capotecnico decideva con quali pressioni iniziare la gara. Adesso hai pressione dell’aria interna, temperatura dell’aria interna, temperature interne della carcassa con tecnologia IR, temperature della superficie esterna… Hai molti canali e hai bisogno di tempo e di persone per analizzare tutto questo“.

Per gli ingegneri le centraline sono importanti anche perché con l’analisi dei vari parametri permette di capire ad esempio se è necessario cambiare telaio piuttosto che cambiare mescola delle gomme. Purtroppo a partire dal 2019 sono state imposte delle limitazioni, che limitano l’utilizzo della centralina sul controllo del gas o del traction control.

Per questo altre squadre si stanno adattando anche utilizzando altre tecnologie oltre a quelle elettroniche, come ad esempio la tecnologia aerodinamica di Ducati, al quale poi tutti i costruttori di sono ispirati. Anche su questo Cazeaux ha espresso il suo parere. ““È importante guardare le altre fabbriche, per cercare di valutare il proprio livello rispetto agli altri produttori. Il problema è che non è facile sapere cosa stanno facendo“. Aggiungendo anche che: “Cerchiamo di prestare attenzione agli altri, ma è anche difficile sapere esattamente cosa stanno facendo tutti“. 

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