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100 giorni fa moriva Diego Armando Maradona. Cosa è cambiato a Napoli in 5 date simboliche, a partire da quel brutto giorno di cinque mesi fa

Napoli, 25 novembre 2020, Diego Armando Maradona muore.
Il pensiero di Napoli e del mondo intero è unanime: tutti si stringono in cordoglio ed abbracciano ciò che hanno di più caro. I padri abbracciano i figli sussurrando loro che tutto andrà bene, i figli prendono un pallone e lo stringono in lacrime.
La società partenopea prende una decisione simbolica: lo stadio San Paolo cambia nome, si chiamerà Stadio Diego Armando Maradona.

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“Ah, da quando Diego non gioca più non è più domenica”. È parafrasando una celebre canzone di Cesare Cremonini che si può provare a riassumere il periodo di stagione decisamente negativo che sta attraversando il Napoli, ma andiamo con ordine.

25 novembre 2020: l’inizio della fine

Diego Maradona si spegne nella sua casa in Argentina tra solitudine e povertà. Chi fino alla fine gli è stato vicino dirà: “Ha donato tutto”.
Le vicende sulla sua morte sono tutt’oggi burrascose e poco chiare: tra accuse di omicidio ed altre di negligenza quel che è certo è che la tragedia lascia un segno indelebile nel mondo intero.

Maradona, All Blacks

29 novembre 2020: Napoli – Roma

Solo quattro giorni dopo la fatidica data il Napoli, guidato da mister Gattuso, affronta la Roma con il cuore lacerato dal lutto. In uno stadio San Paolo deserto torreggiano le effigi del Dio del Calcio quasi a rincuorare, per quanto possibile, calciatori e tifosi.
Gli azzurri, privati Osimhen a causa di un brutto infortunio alla spalla, scendono in campo con la maglia numero 10 e travolgono i giallorossi per 4-0. Nel segno di Diego è il capitano dei partenopei Lorenzo Insigne a siglare un gol da cineteca su calcio di punizione, che ai più navigati ha ricordato proprio le divine traiettorie partorite dal sinistro sacro del Pibe de Oro.

4 dicembre 2020: lo stadio San Paolo cambia nome in Diego Armando Maradona

Con una delibera approvata oggi, lo stadio è stato intitolato a Diego Armando Maradona. Il Comune di Napoli mette un sigillo a fuoco sulla città e sul cuore dei tifosi intitolando lo stadio proprio al Pibe de Oro. Nell’atto l’amministrazione ricorda Maradona come “il più grande calciatore di tutti i tempi che con il suo immenso talento e la sua magia ha onorato per sette anni la maglia del Napoli, regalandole i due scudetti e altre coppe prestigiose e ricevendo in cambio dalla città amore eterno”.

16 dicembre 2020: il sangue di San Gennaro non si scioglie

Si ritiene che il mancato scioglimento del sangue di San Gennaro sia segno di eventi nefasti, tra pandemie, terremoti ed eruzioni del Vesuvio che hanno messo in pericolo, nel corso dei secoli, gli abitanti di Napoli.
Il mancato scioglimento fa tremare le vene e i polsi dei partenopei, quasi a concludere un 2020 a dir poco terribile.

san gennaro sangue non si scioglie

Oggi: Napoli in piena crisi e fuori dalle coppe

Per gli azzurri la crisi è appurata. La panchina di Gattuso traballa sempre di più e l’addio a giugno appare già cosa fatta.
L’eliminazione in Europa League con il Granada e le brutte prestazioni dei partenopei in campionato e in Coppa Italia hanno ormai tagliato le gambe ai sogni dei tifosi. Questo campionato, come se schiavo di una terribile maledizione, sembra essere sempre più difficile.

È proprio in queste situazioni che la mente dei sognatori compie voli pindarici e va a posarsi proprio lì, su quel pallone adagiato con tanta cura dalle grandi mani di Diego, pronto ad essere calciato in porta. Olè.

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