No Vax

Dalle più datate epidemie di vaiolo al recente Covid, i No Vax hanno superato indenni il corso degli anni sviluppandosi parallelamente alle scoperte relative al vaccino

C’è chi parla di dittatura sanitaria e chi dei possibili effetti collaterali, tra cui ipotesi di aborti spontanei e di autismo, oltre a macchinazioni, introiti ed interessi della cosiddetta “Big Pharma.” Sono queste alcune delle tesi sostenute dagli ormai noti No vax, i membri del più famoso movimento anti scientifico che ha il suo fondamento nel totale antagonismo al vaccino ed alla sua somministrazione.

Dopo essere rimasti nell’ombra per diversi anni, gli esponenti del gruppo sovversivo sono tornati prepotentemente alla ribalta durante la recente epidemia di Covid, acquisendo un numero di adepti incredibile e tale da trasformare quella che era una minoranza in un vero e proprio fenomeno mondiale. A dispetto di quanto si possa credere, però, in realtà le ideologie dei No vax sono tutt’altro che recenti, in quanto esse si sono sviluppate  parallelamente alle scoperte relative alla vaccinazione, acquisendo una forza sempre maggiore col passare degli anni.

Da questo punto di vista i primi antagonisti del dottor Edward Jenner, colui che ipotizzò per primo il meccanismo d’azione del futuro vaccino, si dimostrarono essere alcuni coetanei del medico stesso, cittadini animati da concezioni prevalentemente religiose le quali consideravano un vero e proprio peccato il dover inserire sostanze di derivazione “animale” nel corpo umano, in modo tale da sottrarre quest’ultimo alla cosiddetta “predestinazione divina” secondo cui tutto deve procedere secondo natura.

Questa fase embrionale di protesta abbastanza vacua ha acquisito maggiore solidità solo verso la metà del 1800, quando il governo inglese impose l’obbligo di vaccinazione per tutti i neonati in modo tale da contrastare l’epidemia galoppante di vaiolo che all’epoca aveva un tasso di mortalità prossimo al 40%. Lo stesso obbligo, già mal tollerato di suo nonostante le pesanti sanzioni elevate dal governo in caso di rifiuto, venne successivamente esteso anche a tutti i bambini fino al quattordicesimo anno di età, cosa che ebbe come risultato la formazione di alcuni manipoli di anti vaxxers che già nella Londra del 1863 confluirono nella prima associazione No Vax della storia, la “Societas Universa contra Vaccinum Virus”.

A suon di proclami, che dal religioso iniziavano a toccare anche ideologie politiche, e volantini raffiguranti i possibili effetti collaterali della vaccinazione,tra cui soggetti che dopo il trattamento si trasformavano in mucche, la società antivax cominciò a reclutare un gran numero di adepti che raggiunsero la cifra record di 80000 circa quando verso la fine del 1800 essi invasero Leicester per quella che è stata la prima manifestazione No Vax della storia, avente il suo fondamento nella visione della vaccinazione come una violazione della libertà personale che lo Stato non aveva il diritto di imporre, e pertanto paragonabile ad un crimine intollerabile. I numeri dell’impresa antivaccinista, aggravati dall’unione al corteo anche di diverse personalità di spicco dell’epoca, costrinse il governo a ritornare sui propri passi e ad emanare una legge con cui si tollerava  ciò che oggi chiameremmo obiezione di coscienza e che consentiva a ogni genitore di impedire la vaccinazione dei figli mediante un semplice documento firmato. Ma ormai il vaso di Pandora era stato aperto.

Allo stesso tempo, infatti, gli echi di ciò che accadeva nel Regno Unito non tardarono ad oltrepassare anche l’oceano ed a giungere dapprima negli Stati Uniti, dove  nel 1876 venne fondata la  “Anti-Vaccination Society of America”, e poi a Rio De Janeiro che agli inizi del Novecento fu teatro della “Revolta da Vacina”, una sollevazione popolare nei confronti di un provvedimento governativo che autorizzava i sanitari a vaccinare forzatamente le persone, entrando nelle loro abitazioni e costringendoli alla procedura. Il risultato in quell’occasione fu una vera e propria rivolta popolare che condusse ad un discreto numero di morti tra i civili coinvolti e le forze dell’ordine.

Dopo un breve periodo di sopimento, l’avvento del secolo Novecentesco, con le sue intuizioni ed aggiornamenti scientifici, è stato ciò che ha portato nuova linfa al movimento No vax grazie anche ad alcune fatalità che nel corso degli anni hanno investito le linee di produzione degli stessi medicamenti.
Tra il 1901 ed il 1902, infatti, una serie di vaccini contro difterite e vaiolo furono contaminati da spore di tetano uccidendo 13 bambini a St Louis, ed altrettante persone nel New Jersey. Alcuni anni dopo l’Italia del regime fascista fu protagonista della cosiddetta Strage di Gruaro, durante la quale diversi bambini morirono per un vaccino non ottimale mentre altri soffrirono di problemi di salute per tutta la vita. Morte, casi di poliomielite e paralisi furono invece i risultati di un altro caso avvenuto negli States, quando un incidente al laboratorio Cutter portò alla messa in circolo di 120.000 dosi di vaccino antipolio che contenevano il virus ancora vivo e non inattivo.

Tornando ai giorni nostri, invece, la maggior parte delle teorie antivacciniste attuali ha come fulcro l’idea del possibile sviluppo di effetti collaterali post somministrazione tra cui spiccherebbe addirittura l’autismo. La motivazione alla base di questa diceria è da ricercare in un articolo pubblicato nel 1998 dal medico britannico Andrew Wakefield, il quale ipotizzava una fantomatica correlazione fra vaccini, autismo e lo sviluppo di malattie croniche del tratto intestinale. Essendo privo di alcun fondamento scientifico, lo studio fu immediatamente sconfessato e l’articolo ritirato ma ormai il danno era fatto e si è protratto fino ad oggi, con la schiera dei No Vax che nonostante le continue smentite continua ad acquisire consensi viaggiando sempre più in parallelo rispetto all’attività scientifica.