27 Dicembre 2017 - 15:57

Nord Corea, il Cremlino si dichiara disposto a mediare

russia

La Russia ha manifestato la sua disponibilità a mediare tra USA e Nord Corea, vista la tensione crescente da mesi tra i due paesi

In seguito al crescere della tensione tra Usa e Corea del Nord, è arrivata dal Cremlino la disponibilità a mediare tra i due paesi, qualora essi lo desiderino. Il portavoce Dmitri Peskov, infatti, ha riferito di un colloquio telefonico tra Rex Tillerson (segretario di Stato Usa) e Serghei Lavrov (ministro degli Esteri per la Russia). Nel colloquio, sarebbe emersa la consapevolezza della necessità di un dialogo costruttivo con Pyongyang, che stemperi gli eccessi degli ultimi mesi.

La Russia, tuttavia, non sembra aver lesinato critiche all’atteggiamento statunitense. Se infatti i testi balistici nordcoreani non possono passare in silenzio, il ministro degli esteri di Mosca ha posto l’accento sul fatto che «la retorica aggressiva di Washington» e l’aumento della sua presenza militare nella regione stanno innalzando la tensione a livelli «inaccettabili». In effetti, le reazioni di Trump negli ultimi tempi non sono certo andate in direzione di una ripresa dei negoziati e della distensione dei rapporti. Secondo Lavrov è necessario passare velocemente dal linguaggio delle sanzioni ad un nuovo percorso di negoziati. L’insufficienza delle sanzioni, del resto, era stata affermata già negli episodi precedenti da molti attori coinvolti, in particolar modo da numerosi stati europei.

La Corea del Nord ha da tempo un buon rapporto con la Russia, pertanto gli spazi per una mediazione sembrano effettivi. Resta da comprendere, però, quali forme prenderà questa mediazione, e se da Pyongyang arriverà la disponibilità per una ripresa del dialogo. In effetti, gli ultimi anni non depongono a favore della capacità negoziale della Corea del Nord, pertanto sarà cruciale la strategia negoziale eventualmente adottata dalla Russia nell’assicurare il successo della mediazione. La disponibilità, però, potrebbe segnalare un cambiamento d’approccio nell’atteggiamento della Russia, che finora era rimasta ai margini della questione.