20 Gennaio 2022 - 10:17

Oh Capitano, mio Capitano! Perché abbandoni la nave?

Chi per un motivo, chi per un altro, a fine stagione molte squadre perderanno il loro capitano. Analizziamo il momento, caso per caso

Ogni squadra ha il suo leader. Non è sempre la persona che porta la fascia al braccio, può anche esserne privo. Ma il giocatore scelto per indossarla, viene eletto dal gruppo e della società. È il volto e la voce nel quale i compagni si vedono rappresentati. Vuoi per carisma, per talento, o attaccamento alla maglia. Il capitano è il calciatore che mette avanti prima la squadra e poi se stesso.

Proprio per questo è così difficile vedere un capitano lasciare in mare aperto la sua nave. Quando lo si fa, c’è sempre un sentimento difficile da spiegare, tra la delusione e la malinconia. E in queste situazioni, le motivazioni che possono spingere un simbolo ad abdicare possono essere moltissime. A motivazione di ciò, possiamo prendere in considerazione alcuni casi delle squadre di Serie A. Molte quest’anno saluteranno per sempre le loro bandiere. Scopriamo insieme quali, e le motivazioni che spingono un capitano ad andarsene.

Il Gallo e le sue ambizioni

Andrea Belotti ha incarnato sicuramente in ogni modo lo spirito granata. In sette stagioni al Torino, ha sempre dimostrato attaccamento alla maglia, tanto da meritarsi il titolo di capitano. In queste buie stagioni del Toro, il Gallo è stata l’unica scintilla in grado di infiammare la passione dei suoi tifosi. Ora, all’età di 28 anni e in scadenza di contratto, Belotti si trova forse in un momento cruciale della sua vita professionistica.

Dopo aver vinto il titolo di Campione d’Europa con la Nazionale (unico titolo all’interno del suo palmares) e ormai alla soglia dei trent’anni, per il Gallo è arrivato il momento di affermarsi definitivamente in una big. Grazie alla scadenza contrattuale ormai prossima, Belotti sarebbe libero di poter scegliere in che squadra accasarsi, senza la pressione di Urbano Cairo, e le sue valutazioni elevate. Andrea potrebbe finalmente puntare a vincere qualcosa in un club più ambizioso, anche se questo vorrebbe dire lasciare la fascia, e smettere il simbolo di un Toro che cerca ancora una sua identità.

La “finta” esperienza all’estero

Parliamoci chiaro. Lorenzo Insigne non lascerà il Napoli per una voglia improvvisa di provare un’esperienza fuori dalla sua città. Il capitano azzurro lascerà la sua squadra per semplici interessi. In scadenza anche lui come Belotti, ha avuto tempo e modo di provare a trattare il suo rinnovo con il presidente De Laurentiis. Ma ogni volta non si è trovata la quadra per formalizzare il tutto.

Il problema sostanziale per il suo rinnovo è stato il nodo ingaggio. Ciò che chiedeva il giocatore era l’allungamento del suo contratto in essere, alle stesse cifre, senza chiedere nulla in più. Il presidente invece, considerando che il capitano stesse attraversando la fase calante della sua carriera, considerava un rinnovo con importo dimezzato. Per questo motivo tante squadre italiane e straniere hanno provato a tentare il colpo a parametro zero. Ma nessuna sembrava avere l’interesse del giocatore. Finché non si è fatto avanti il Toronto, pronto a svenarsi per il campione europeo in carica: contratto di 4 anni a 11.5 milioni più 4.5 di bonus e l’amore di una città venuto meno. Così Insigne saluterà a Giugno la città che l’ha cresciuto e la reso l’uomo che è oggi.

Cambio generazionale

Alcune volte l’addio non dipende da controversie o da rinnovi. Prendiamo il caso di Samir Handanovic, capitano dell’Inter. Dopo anni in cui la squadra nerazzurra è sopravvissuta grazie soprattutto alle sue manone, ora trova nel suo portiere forse il maggior punto debole. Il classe ’84 ormai ha poche stagioni ancora da poter vivere come protagonista, ed una squadra proiettata verso il futuro non può ancora contare su di lui per l’avvenire.

Per questo è stato già preso per la prossima stagione il giovane e talentuoso portiere Andre Onana. Il camerunense diventerà il nuovo portiere titolare dell’Inter, chiudendo definitivamente il posto ad Handanovic. Starà poi allo sloveno scegliere se rimanere come secondo e fare da chioccia al neo acquisto, o partire e giocare le sue ultime stagioni in un’altra squadra. La Lazio ha già mostrato interesse verso di lui, e sarebbe pronta ad offrirgli le chiavi della sua porta fino a fine carriera. Il portierone dell’Inter, pilastro ormai da dieci anni della Beneamata, dovrà scegliere quindi tra il campo ed il suo cuore.

Il rischio di bruciarsi

Nella stagione 2019-20, Alessio Romagnoli era il miglior difensore del Milan, e di diritto portava la fascia di capitano al braccio. Sembrava ormai che l’ex Roma si stesse affermando a livelli altissimi, e meritasse addirittura la titolarità in Nazionale. I tifosi rossoneri intonavano il suo nome ad ogni partita con gioia. Tutto stava girando nel verso giusto per lui. Poi il tracollo.

Dopo due stagioni, Alessio Romagnoli pare un epurato in casa Milan. Ancora insignito del grado di capitano secondo la società, realisticamente sembra che il centrale ormai non sia più nei piani di Pioli. Entra poco in campo se non come riserva o per turnover, e i tifosi hanno smesso di essere sicuri quando c’è lui sul prato verde di San Siro. Il suo presente al diavolo pare definitivamente bruciato. Per questo la scadenza di contratto, anche lui per il prossimo Giugno, pare l’occasione perfetta per riprendere aria. A 27 anni sicuramente qualche squadra proverà a revitalizzarlo e a farlo tornare ad essere quel Romagnoli così forte qualche anno fa.

La Joya delusa

L’ultimo caso è quello che in queste ore vede protagonista Paulo Dybala. È recente ormai la notizia che il suo rinnovo con la Juventus sia stato messo nuovamente in stand-by. Situazione che non piace certo alla Joya, stufa di questo continuo tira e molla della dirigenza bianconera.

Dopo essere stato eclissato per tre stagioni dalla stella Cristiano Ronaldo, l’argentino è finalmente tornato ad essere l’attore principale nella sua Juventus, dopo la partenza del portoghese. Divenuto anche vicecapitano con Allegri, indossa quasi sempre la fascia in campo poiché Chiellini è da tempo ormai che non può garantire prestazioni per 90 minuti. Ma nonostante ciò i diverbi tra giocatore e società sul suo rinnovo continuano a non trovare fine. Tanto che Marotta, fiutando l’affare, sarebbe pronto ad offrire un super contratto a Dybala per portarlo all’Inter. La palla quindi passa alla Joya, che da capitano sul campo ha l’onere di dover scegliere tra l’affetto dei suoi tifosi e il passaggio agli acerrimi rivali a condizioni più soddisfacenti.