8 Novembre 2017 - 16:09

Ore 00:17 su Iris (22) Mulholland Drive

Mulholland Drive

Mulholland Drive, capolavoro onirico del nuovo millennio targato David Lynch, in onda in nottata su Iris

Orario perfetto per vedere questo capolavoro di Lynch, poiché è di notte che si fanno i sogni e gli incubi e quest’opera è sogno ed incubo al contempo. Analizzare Mulholland Drive è un po’ come mettere insieme i pezzi di un puzzle enorme, non si può procedere a blocchi stabili, perché è tutto volutamente confuso. Ma cos’è Mulholland Drive? Mulholland Drive è anzitutto il sogno di sfondare, il desiderio di diventare attrice, mischiato ai tanti ostacoli di una vita dannata e di un mondo, quello di Hollywood, tutt’altro che pulito. Tutti questi sogni sono rappresentati da una scatola apribile con una chiave blu: la chiave di tutto il film.

Tuttavia, aprire quella scatola è come scoperchiare il vaso di Pandora: bisogna fare i conti con la realtà, che nasconde sempre dei lati oscuri. D’altronde, il filo tra realtà e sogno, tra mente e corpo, è molto sottile nelle opere di Lynch. Alla fine, i sogni della protagonista finiranno per perdersi nella miseria e nel nulla, rappresentate da uno zingaro inquietante: la fine di ogni speranza. Uno zingaro talmente azzeccato nel contesto filmico che è capace di spaventare lo spettatore con un solo movimento della mdp accompagnato da un suono. Merito di Lynch, ovviamente, che in quest’opera perfeziona ciò che ci aveva già mostrato con Strade Perdute, ottimo film ma ancora un po’ acerbo. La perfezione stilistica arriva proprio con Mulholland Drive, con le scene oniriche e le carrellate nei luoghi tetri, che poi sono spesso luoghi della mente.

Per quanto riguarda la sceneggiatura, non manca di un umorismo nero alquanto forte, come i due killer assoldati che pasticciano sulla scena del delitto. Altra cosa a non mancare e su cui Lynch spinge molto è la pulsione sessuale che accompagna i personaggi. Del resto, il sogno è sempre relativo in qualche modo al sesso, come direbbe Freud, e questa componente analitica non è mai mancata nelle opere del maestro. Pulsioni sessuali che sfoceranno in una delle scene più hot della storia del cinema, con i personaggi di Naomi Watts e Laura Harring alle prese con un rapporto lesbo. Aldilà dei tocchi estetici e dei virtuosismi, David Lynch confeziona probabilmente la sua opera più matura che descrive appieno il suo stile e la sua arte e che, di fatto, si candida ad essere una delle migliori pellicole del nuovo millennio.