Paolo Genovese, regista di Immaturi, ospite al #GFF2016

Paolo Genovese

Primo ospite atteso della settima giornata del 46esimo Giffoni Film Festival, il regista Paolo Genovese, famoso per vari film come Immaturi e Tutta Colpa di Freud

Grandi autori di cinema ospiti al Giffoni Film Festival 2016. Il settimo giorno, protagonista indiscusso il regista Paolo Genovese, in un Masterclass che ha avuto davvero tanto da dire.

Nato a Roma nel 1966, una laurea in Economia e commercio, Paolo Genovese inizia la sua carriera nel campo pubblicitario: ha diretto oltre trecento spot, vincendo numerosi premi nazionali e internazionali.

Sul grande schermo realizza i primi lavori in tandem con Luca Miniero, con cui scrive e dirige “Incantesimo Napoletano” (2002), vincitore di un David di Donatello e due Globi d’oro, “Nessun messaggio in segreteria” (2005) con Carlo Delle Piane, Pierfrancesco Favino e Valerio Mastandrea e “Questa notte è ancora nostra”, con Nicola Vaporidis.

Nel 2010 dirige “La banda dei babbi natale” con il fantastico trio Aldo, Giovanni e Giacomo. L’anno successivo arriva nelle sale “Immaturi“, brillante commedia con Raoul Bova, Ricky Memphis, Luca Bizzarri, Ambra Angiolini, Anita Caprioli e Luisa Ranieri, cui seguirà il sequel “Immaturi – Il viaggio”.

Racconta poi, con l’aiuto di Sergio Castellitto, la storia di un potente imprenditore che decide di affittare una compagnia di attori per fingere di avere una famiglia la notte di Natale in “Una famiglia perfetta” (2013) con cui, oltre a vincere il Ciak d’oro come miglior commedia, viene premiato da numerosi festival internazionali e riceve le candidature ai David di Donatello, ai Nastri d’Argento e ai Globi d’oro.

Dopo aver firmato la sceneggiatura di “Un fantastico via vai“, per la regia di Leonardo Pieraccioni, nel 2014 torna con la commedia “Tutta colpa di Freud“, con Anna Foglietta, Vittoria Puccini, Claudia Gerini, Alessandro Gassmann e Gian Marco Tognazzi. Dopo aver scritto e diretto, lo scorso anno, “Sei mai stata sulla luna?“, interpretato da Raoul Bova e Sabrina Impacciatore, si conferma firma di punta della commedia brillante con il grande successo di pubblico e di critica del suo decimo lungometraggio, la commedia corale sull’amicizia, l’amore e il tradimento “Perfetti sconosciuti” (2016), che conquista il Premio Miglior sceneggiatura ai David di Donatello 2016 e il Ciak d’Oro 2016, quest’ultimo ex aequo con Lo chiamavano Jeeg Robot.

«In Italia manca una politica culturale e il Giffoni mi emoziona proprio perché qui si fa cultura con e per i ragazzi. È fondamentale. Ormai i giovani comunicano tra di loro proprio attraverso l’audiovisivo, che potrebbe essere uno strumento formativo eccezionale. Ma non si educa più alla qualità: la pirateria non solo toglie circa il 30% del mercato a un film, ma abitua alla bassa qualità dell’immagine e del sonoro. Anche qui c’è una responsabilità delle Istituzioni: i ragazzi non riescono a percepire l’illegalità ed è un problema per il cinema italiano» precisa il regista.

Nuovo film in vista per Genovese: «Stranamente ho solo il titolo, ‘Il primo giorno della mia vita’. Non ci sarà l’amaro cinismo di Perfetti Sconosciuti, anzi sarà il contrario, molto positivo. Probabilmente nasce come reazione a questo momento, in cui tutto il mondo sembra andare a fuoco. Ho voglia di fare un film sulla bellezza della vita».