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La diaspora dei compagni di partito e quel NO al referendum. Il quadro di un Alfano isolato e orientato troppo a sinistra, almeno a detta dei suoi detrattori

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Tempi duri per Angelino Alfano, il capo del Viminale ha, infatti, incassato l’abbandono di Renato Schifani, da capo gruppo di Area Popolare a Palazzo Madama.

L’incontro di ieri al Senato ha mostrato le crepe all’interno del partito di Alfano, assenti alla riunione oltre a Schifani, anche Giuseppe Esposito e Antonio Azzollini.

La diaspora degli alfaniani pare sarebbe dovuta alla linea politica del ministro dell’Interno, che, a detta di molti, sarebbe intenzionato a creare convergenze non solo istituzionali, ma anche politiche con il PD di Matteo Renzi.

Altro casus belli sarebbe accordare o meno la fiducia alla riforma costituzionale.

Ad esprimersi critici nei confronti di Alfano sono Giuseppe Esposito e Antonio Azzollini, assenti alla riunione di ieri al Senato.

Azzolini a proposito dell’operato del ministro dell’Interno così si esprime: “Vorrei ricordare che non ho votato né l’Italicum né la riforma costituzionale…”, mentre Esposito aveva addirittura auspicato le dimissioni di Alfano da segretario di Ncd, entrambi  hanno preso parte all’assemblea dei senatori del centrodestra riunitasi per coordinare le iniziative per il No al referendum costituzionale.

La risposta di Alfano: “Su di noi molta cattiveria, siamo un movimento che discute”

La risposta di Alfano dinnanzi all’abbandono di alcuni esponenti dal partito di cui è segretario non si è fatta attendere: «Nonostante tutti quelli che buttano il malocchio contro di noi la creatura politica è ancora viva. Noi siamo un movimento politico che discute, al cui interno si parla e che dal giorno della nascita ha avuto pronosticata la morte circa tutte le settimane. Fin qui tutti quelli che ci hanno pronosticato la morte hanno avuto torto, noi andiamo avanti e lo facciamo con forza. Anche questa settimana, quindi, il pronostico non si è avverato. Siamo tutti qua, e siamo stati determinanti»

Noi due lo stesso pensiero: “Nessun pericolo per il Governo” -assicura Beatrice Lorenzin

«Non vedo alcun pericolo per la maggioranza», fa sapere il ministro Beatrice Lorenzin. Riguardo alla situazione di Ncd: «già una settimana fa il gruppo si era riunito e aveva sostenuto a maggioranza quasi assoluta la linea del segretario».

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