5 Dicembre 2021 - 12:11

Papa Francesco: ” Il Mediterraneo sta diventando un freddo cimitero”

Papa

Alla conclusione del suo viaggio per le zone di Grecia e Cipro, Papa Francesco ha fatto visita ai rifugiati sull’Isola di Lesbo. Per l’occasione il pontefice ha proferito un messaggio che invoca al risveglio delle coscienze collettive 

Nel suo penultimo giorno del viaggio riguardanti le zone di Grecia e Cipro, Papa Francesco ha visitato i rifugiati bloccati sull’Isola di Lesbo accolti al Reception e Identification Centre, un’area attrezzata dedita all’accoglienza ai rifugiati, situata presso Mavrovouni.

Nel corso della cerimonia, alla quale erano presenti anche la presidente della Repubblica, Ekaterini Sakellaropoulou e l’arcivescovo Josif Printezis, ordinario delle diocesi. Papa Francesco ha avuto modo di stare a contatto con le molteplice persone che erano corse ad accoglierlo, bambini soprattutto. Il pontefice ha avuto modo di parlare e discutere con loro, distribuendo sorrisi, parole di conforto e incoraggiamento; mentre ascoltava i racconti delle persone rifugiate, provenienti da parti del mondo diversi, ma accomunati tutti da un crudele destino.

IL DISCORSO DI PAPA FRANCESCO.

Nel corso della sua visita all’Isola di Lisbona, dove mancava da circa 5 anni, Papa Francesco ha conferito un lungo ed emozionante messaggio.

LA DINGITA’ E LA LIBERTA’ TRASCENDONO OGNI DIVISIONE

Con queste parole, Papa Francesco ha iniziato il suo discorso:  “Sono nuovamente qui per incontrarvi. Sono qui per dirvi che vi sono vicino, ma dirlo col cuore. Sono qui per vedere i vostri volti, per guardarvi negli occhi. Occhi carichi di paura e di attesa, occhi che hanno visto violenza e povertà, occhi solcati da troppe lacrime”

Il pontefice aggiunge: “Il patriarca ecumenico e caro fratello Bartolomeo, su quest’isola, cinque anni fa, disse una cosa che mi colpì: ‘Chi ha paura di voi non vi ha guardato negli occhi. Chi ha paura di voi non ha visto i vostri volti. Chi ha paura di voi non vede i vostri figli. Dimentica che la dignità e la libertà trascendono paura e divisione. Dimentica che la migrazione non è un problema del Medio Oriente e dell’Africa settentrionale, dell’Europa e della Grecia. È un problema del mondo’. I vostri volti, i vostro occhi,  ci chiedono di non girarci dall’altra parte, di non rinnegare l’umanità che ci accomuna, di fare nostre le vostre storie e di non dimenticare i vostri drammi”.  

SE VOGLIAMO RIPARTIRE, GUARDIAMO I VOLTI DEI BAMBINI

Papa Francesco continua, col dire: “Soprattutto, se vogliamo ripartire, guardiamo i volti dei bambini. Troviamo il coraggio di vergognarci davanti a loro, che sono innocenti e sono il futuro. Interpellano le nostre coscienze e ci chiedono: ‘Quale mondo volete darci?” “Lasciando migranti in balia del mare si offende Dio”.

“ Disprezzando l’uomo creato a sua immagine, lasciandolo in balia delle onde, nello sciabordio dell’indifferenza, talvolta giustificata persino in nome di presunti valori cristiani, si offende Dio. La fede ci chiede invece compassione e misericordia. Egli esorta all’ospitalità, a quella ‘filoxenia’ che ha permeato la cultura classica. non è ideologia religiosa, sono radici cristiane concrete‘. 

lL MEDITERRANEO STA DIVENTANDO UN FREDDO CIMITERO SENZA LAPIDI

Con parole crude e devastanti, Papa Francesco ha invocato un risveglio delle coscienze collettive, di fronte a una realtà sempre più drammatica. “Gesù afferma solennemente di essere lì, nel forestiero, nel rifugiato, in chi è nudo e affamato. E il programma cristiano è trovarsi dove sta Gesù. Fermiamo questo naufragio di civiltà. Il Mediterraneo, che per millenni ha unito popoli diversi e terre distanti, sta diventando un freddo cimitero senza lapidi. Questo grande bacino d’acqua, culla di tante civiltà, sembra ora uno specchio di morte. Non lasciamo che il mare nostrum si tramuti in un desolante mare mortuum, che questo luogo di incontro diventi teatro di scontro! Non permettiamo che questo ‘mare dei ricordi’ si trasformi nel ‘mare della dimenticanza’.

Papa Francesco alla fine del suo discorso, conclude così:  “Vi prego, fermiamo questo naufragio di civiltà!”Non vorrei concludere questo messaggio senza ringraziare il popolo greco per l’accoglienza. E tante volte questa accoglienza che diviene un problema, perché la gente non trova vie concrete per andare altrove. Grazie fratelli e sorelle greche per questa generosità“.