Peperoncino, ridotti del 50% i rischi di morte per infarto e ictus



peperoncino
immagine da pixabay

Una ricerca tutta italiana conferma le benefiche proprietà del peperoncino: dimezzati i rischi di morte per infarto ed ictus. Ecco i dati

Il peperoncino è senz’altro una delle spezie più utilizzate al mondo. In Italia fa parte dell’immenso patrimonio culinario ma anche, ad esempio, in Sud America ricopre un ruolo d’eccellenza. Da sempre, al frutto rosso sono attribuite innumerevoli proprietà: fa bene al cuore, è afrodisiaco e, per chi ci crede, o un oggetto apotropaico, contro il “malocchio”. Una ricerca tutta italiana ha però confermato alcune sue proprietà, come quella di ridurre del 50% i rischi di morte per infarto e ictus.

Cos’è il peperoncino e quali nutrienti contiene

Appartenente al genere Capsicum, il peperoncino fa parte della stessa famiglia delle patate e dei pomodori (Solanaceae). Il peperoncino è molto ricco di vitamina C, nota per le sue proprietà antiossidanti e per tanti altri benefici che ha sull’organismo. È inoltre ricco di capsaicina che, applicata sulla pelle, produce arrossamento e bruciore (effetto rubefacente) e successivamente un’anestesia locale, perché interrompe la trasmissione nervosa del dolore. Questa proprietà la rende molto sfruttata per la preparazione di prodotti per il trattamento di dolori di origine neurologica e per i dolori reumatici.

La ricerca

Lo studio è stato coordinato dagli epidemiologi dell’IRCCS Neuromed di Pozzilli, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, l’Università dell’Insubria a Varese e il Cardiocentro Mediterraneo di Napoli ed è stato pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology (si legge su Ansa). I ricercatori hanno preso in esame un campione di 22.811 abitanti del Molise, monitorati nelle loro condizioni di salute per 8 anni.

Da queste osservazioni è risultato che, introducendo 4 o più volte a settimana il peperoncino nella dieta, i rischi generali di morte erano ridotti del 23%. In particolare, una riduzione del 40% del rischio di morte per infarto e 50% per ictus. Infine, questi dati sono stati riscontrati indipendentemente dal tipo di alimentazione.

Non sono ben noti i meccanismi biochimici che apportano tali benefici e, per questo motivo, i ricercatori auspicano che altri studi possano essere condotti per dimostrare scientificamente i benefici del peperoncino.

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