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Le stime Ocse segnano una rimonta per l’economia italiana, il Pil del 2021 infatti sarebbe addirittura meglio di quello della Germania

Il 2021 potrebbe essere secondo le stime dell’Ocse un anno di riscatto per l’economia, la crescita globale del Pil infatti è al 5,6% quest’anno. Ciò significa che la produzione mondiale dovrebbe raggiungere i livelli pre-pandemici entro la metà del 2021, ma tutto dipenderà dalla campagna vaccinale e dal contenimento del virus.

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La crescita economica prevista a partire da quest’anno sarà trainata dagli Stati Uniti che dopo il crollo del -3,5% nel 2020 potrbbe ora registrare un aumento della ricchezza pari a 6,5%. Il boom degli Usa è giustificato dai nuovi stimoli economici che il Congresso è pronto a varare: circa 1.900 miliardi di dollari da destinare interamente alla ripresa dell’economia statunitense.

Nel quadro economico designato dall’Ocse la novità più grande riguarda però l’Italia che dopo il crollo dell’8,8% nel 2020, legato agli effetti della pandemia, potrebbe arrivare a toccare un aumento del Pil pari a +4,1% quest’anno. La crescita del prodotto interno lordo potrebbe essere la conseguenza diretta del cosiddetto “Effetto Draghi”. La stima italiana è comunque un po’ meno di quanto si era previsto a dicembre e addirittura molto sotto il +6% previsto nella Nedef del governo Conte. Ma si tratta di una stima comunque più alta rispetto al +3,5% indicato da Bankitalia e al +3% atteso dal Fondo monetario internazionale. L’Italia così fa meglio della Germania, dove la crescita economica per il nuovo anno è attestata intorno al 3%.

Migliora invece l’outlook per il 2022, con una crescita del 4%, lo 0,8% in più stimato lo scorso dicembre. L’intera Eurozona dovrebbe uscire economicamente più avvantaggiata nel 2021. L’Ocse prevede una crescita media del 3,9% quest’anno, rivista in rialzo dello 0,3% e del 3,8% nel 2022 (+0,5%).

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