Poletti e le nuove regole sul lavoro: quella strana voglia di controllare



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Clamorose dichiarazioni del Ministro del Lavoro Giuliano Poletti in tema di controllo a distanza dei lavoratori

Una vecchio brano della band Latte e i suoi derivati, dal titolo Compagni Camerati, scherniva, attraverso luoghi comuni, gli atteggiamenti ambivalenti di alcun personaggi partendo da una visione stereotipata dei primi militanti politici.

Lo stesso atteggiamento, però, può essere ritrovato nella realtà soprattutto in tema di politiche sul lavoro: l’attuale Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti (ex Presidente LegaCoop ed ex militante PCI), ha ben pensato di fare propria la provocatoria proposta di Fincantieri sul controllo a distanza dei lavoratori.

Questa materia, infatti, dovrebbe essere oggetto dei prossimi decreti attuativi sul Jobs Act e sarebbe l’ennesima mazzata per vecchie e nuove generazioni.

Come affermato qualche giorno fa dallo stesso Poletti, fra le intenzioni del Governo c’è quella di rivedere la disciplina sui controlli a distanza considerando le nuove tecnologie e contemperando le esigenze produttive e organizzative delle imprese, tutelando sempre dignità e riservatezza della persona.

Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro
Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro

La notizia, che già aveva creato scalpore dopo i tentativi di Fincantieri, rende la situazione lavorativa, di per sé disastrata, ancora più complicata.

Nell’immediato futuro, l’italiano medio si ritroverà ad affrontare una delle situazioni più complicate degli ultimi trent’anni dettata dalla crisi economica mondiale e da scelte discutibili in ambito lavorativo.

Qualora riuscisse a entrare in quella, ormai, ristretta cerchia di fortunati con un di lavoro si ritroverebbe con un probabile contratto a tempo indeterminato, ma “a tutele crescenti”, il che vuol dire che in qualsiasi momento, soprattutto se neo-assunto (data la presenza di zero diritti, dovuti alle tutele crescenti, nei primi anni), può perdere il suo agognato “posto”.

A questa anomala situazione si aggiunge anche quella di controllo a distanza dell’azienda che porterà a nuove forme di “gestione” del lavoratore suddetto da parte del suo datore.

Nonostante le diverse rassicurazioni da parte di diversi esperti, che affermano la genericità del provvedimento in materia e l’impossibilità di applicazione dello stesso se non in presenza di accordo fra le parti sociali, il tema del lavoro sta diventando sempre più un campo minato dove a proposte “fantasiose” seguono provvedimenti preoccupanti.

Dopo le tutele crescente e la svogliatezza degli adolescenti arriva il controllo a bacchetta come libera concessione a nuovi e vecchi datori di lavoro.

Compagni Camerati, scendiamo nelle piazze lottiamo col padrone e l’operaio.

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