Gabriela Mistral: un Premio Nobel femminista



Gabriela Mistral

Il 7 aprile 1889 nasceva Lucila Godoy Alcayaga, alias Gabriela Mistral. Oggi, in occasione dei 126 anni della sua nascita si celebra la sua vita, divisa fra poesia, insegnamento e politica

Gabriela Mistral, pseudonimo di Lucila Godoy Alcayaga, è stata un personaggio poliedrico, che ha trascorso la sua vita tra la poesia, l’insegnamento ed il femminismo. Gabriela Mistral, in particolare, si è occupata dei diritti delle donne.

Oggi ricorrono i 126 anni della sua nascita e, per molte note di spessore, merita di essere ricordata persino da Google, con una pagina d’apertura in suo onore.

Gabriela Mistral
Gabriela Mistral

Gabriela Mistral nacque a Vicuña, in Cile, ma aveva origini basche ed ebree e visse un’infanzia molto povera a Montegrande, nelle Ande. Gabriela iniziò da piccola a scrivere poesie, che vennero pubblicate quando aveva solo quindici anni, dai giornali locali. Dopo aver vinto un importante Premio Nazionale di poesia, iniziò ad utilizzare questo pseudonimo, che si dice sia la mescolanza dei nomi dei suoi poeti preferiti: Gabriele D’Annunzio e Frederic Mistral.

Gabriela Mistral alternava la sua attività di poetessa con quella di insegnante e di attivista nel campo dei diritti delle donne: cominciò, infatti, ad insegnare nelle suole elementari di campagna, per poi essere nominata preside di un’altra scuola a Punta Arenas e sempre con questo ruolo, in un rinomato liceo di Santiago nel 1920.

Piccola curiosità: fra i suoi allievi, ci sarebbe stato il grande Pablo Neruda. Dopo questi incarichi, trascorse due anni in Messico ad occuparsi di un progetto di riforma scolastica e una volta ritornata in patria ottenne pregevoli premi accademici. Continuò a viaggiare e visse in molti paesi, tra cui Parigi, per due volte l’Italia (precisamente Napoli e Rapallo, dove fu console onorario) e la Spagna.

I temi centrali delle poesie di Gabriela erano l’amore, la morte, la maternità e l’infanzia. Famosi i Sonetos de la muerte (Sonetti della morte, 1914), scritti dopo l’evento luttuoso che l’aveva colpita: il suicidio del suo fidanzato.

Altri titoli della sua produzione furono: Desolación (1922), che la rese nota al pubblico, Ternura (Tenerezza 1924), canti per bambini e Tala (Distruzione, 1938). Numerose anche le opere di prosa come Recados Contando a Chile (1957).

Non può passare inosservato il Premio Nobel per la Letteratura di Gabrela Mistral, che ha il doppio valore di essere stato consegnato ad una donna e soprattutto alla prima artista latinoamericana.

Gabriela Mistral fu foriera del panamericanismo, ovvero della pedante influenza americana, antifascista, ma non vedeva di buon occhi il comunismo. Inoltre, collaborò con la Dichiarazione dei Diritti dei bambini all’ ONU.

Dopo una vita di successi, Gabriela Mistral morì a New York nel 1957.

Gabriela non era ben vista dalla critica perché autodidatta nella poesia, tuttavia non poterono negare il suo grande impegno nell’insegnamento e la sua verginità conservata fino alla fine della sua vita. Ciò era dovuto al fatto che in realtà era lesbica e questo era manifestato nella sua produzione letteraria oltre alla libertà ed al popolo.

Quello di Gabriela Mistral è un altro personaggio che la storia ha tratteggiato con linee forti e chiare e che è riuscita a conservare fino ad oggi.

Leggi anche