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Tra grandi sorprese e molte riconferme, in una cerimonia tenutasi presso il Teatro Romano di Benevento, sono stati annunciati i cinque finalisti della LXXV edizione del prestigioso Premio Strega

Da poche ore, sono stati annunciati i cinque finalisti del Premio Strega 2021. La cerimonia di proclamazione si è tenuta la sera del 10 Giugno presso il Teatro Romano di Benevento, ed è stata trasmessa in diretta su Raiplay (qui il link per vedere la cerimonia). Anche questa volta, la serata non ha avuto luogo a Casa Bellonci. Per il secondo anno di seguito, gli organizzatori hanno dovuto rinunciare all’appartamento di Goffredo e Maria Bellonci – i fondatori del riconoscimento letterario – che da sempre aveva ospitato l’evento. Precedentemente, la sede del Premio Strega era rimasta chiusa per lavori di restaurazione, conclusisi di recente. Sebbene quest’anno sarebbe stato possibile farvi ritorno, le regole anti-contagio hanno impedito alla folla di persone previste di riunirsi in un luogo che non permetteva possibilità di distanziamento.

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Quando bisognava decidere per una nuova location, la scelta è ricaduta su Benevento, la città in cui è situata l’azienda del liquore che dà il nome al premio. “Ci è sembrato giusto, in un anno speciale per il Premio, tenere l’incontro per la cinquina finalista a Benevento, la città del Liquore Strega” .- ha dichiarato Giovanni Solimine, presidente della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci.

Ad essere rientrati nella cinquina dei finalisti che si contenderanno la vittoria del Premio Strega 2021, vi sono:

Giulia Caminito, L’acqua del lago non è mai dolce (edito da Bompiani).

TRAMA: Odore di alghe limacciose e sabbia densa, odore di piume bagnate. È un antico cratere, ora pieno d’acqua: è il lago di Bracciano, dove approda, in fuga dall’indifferenza di Roma, la famiglia di Antonia, donna fiera fino alla testardaggine che da sola si occupa di un marito disabile e di quattro figli. Antonia è onestissima, Antonia non scende a compromessi, Antonia crede nel bene comune eppure vuole insegnare alla sua unica figlia femmina a contare solo sulla propria capacità di tenere alta la testa. E Gaia impara: a non lamentarsi, a salire ogni giorno su un regionale per andare a scuola, a leggere libri, a nascondere il telefonino in una scatola da scarpe, a tuffarsi nel lago anche se le correnti tirano verso il fondo.

Sembra che questa ragazzina piena di lentiggini chini il capo: invece quando leva lo sguardo i suoi occhi hanno una luce nerissima. Ogni moto di ragionevolezza precipita dentro di lei come in quelle notti in cui corre a fari spenti nel buio in sella a un motorino. Alla banalità insapore della vita, a un torto subìto Gaia reagisce con violenza imprevedibile, con la determinazione di una divinità muta. Sono gli anni duemila, Gaia e i suoi amici crescono in un mondo dal quale le grandi battaglie politiche e civili sono lontane, vicino c’è solo il piccolo cabotaggio degli oggetti posseduti o negati, dei primi sms, le acque immobili di un’esistenza priva di orizzonti.

Emanuele Trevi, Due vite (edito da Neri Pozza)

TRAMA: Il libro si presenta come il racconto di due vite, quella di Rocco Carbone e Pia Pera, scrittori prematuramente scomparsi qualche tempo fa e legati, durante la loro breve esistenza, da profonda amicizia. Trevi ne delinea le differenti nature: incline a infliggere colpi quella di Rocco Carbone per le Furie che lo braccavano senza tregua; incline a riceverli quella di Pia Pera, per la sua anima prensile e sensibile, cosi propensa alle illusioni.

Ne ridisegna i tratti: la fisionomia spigolosa, i lineamenti marcati del primo; l’aspetto da incantevole signorina inglese della seconda, così seducente da non suggerire alcun rimpianto per la bellezza che le mancava. Ne mostra anche le differenti condotte: l’ossessione della semplificazione di Rocco Carbone, impigliato nel groviglio di segni generato dalle sue Furie; la timida sfrontatezza di Pia Pera che, negli anni della malattia, si muta in coraggio e pulizia interiore. Tuttavia, la distanza giusta, lo stile dell’unicità di questo libro non stanno nell’impossibile tentativo di restituire esistenze che gli anni trasformano in muri scrostati dal tempo e dalle intemperie. Stanno attorno a uno di quegli eventi ineffabili attorno a cui ruota la letteratura: l’amicizia.

Nutrendo ossessioni diverse e inconciliabili, Rocco Carbone e Pia Pera appaiono, in queste pagine, come uniti da un legame fino all’ultimo trasparente e felice, quel legame che accade quando “Eros, quell’ozioso infame, non ci mette lo zampino“.

Il romanzo è stato proposto al Premio Strega da Francesco Piccolo, scrittore e autore televisivo italiano, con la seguente motivazione:
Due vite è la storia di tre amici: Emanuele Trevi che racconta Rocco Carbone e Pia Pera, due scrittori scomparsi troppo giovani. Racconta delle sconfitte e delle euforie, dei litigi e dei gesti indimenticabili, delle notti romane; e parla del dolore di averli persi. Questo libro è il modo di tenerli vicini, anche se il tempo che passa cerca di allontanarli. Le storie, la memoria, la riflessione, le divagazioni e la distrazione – sono tutte caratteristiche della scrittura di Trevi, e della sua capacità di tirarci dentro un tempo e un luogo che non pensavamo ci riguardasse così tanto.

Due vite di Emanuele Trevi è un libro capace di trasformare l’intimità e la malinconia in letteratura, rendendole universali a avvicinandole alle vite di tutti. Ed è un libro che non assomiglia a nessun altro. Per questo lo candido con entusiasmo al premio.”

Donatella Di Pietrantonio, Borgo Sud (edito da Einaudi)

TRAMA: Adriana è come un vento, irrompe sempre nella vita di sua sorella con la forza di una rivelazione. Sono state bambine riottose e complici, figlie di nessuna madre. Ora sono donne cariche di slanci e di sbagli, di delusioni e possibilità, con un’eredità di parole non dette e attenzioni intermittenti.

Edith Bruck, Il pane perduto (edito da La Nave di Teseo)

TRAMA: È la storia della bambina scalza, una piccola ebrea in uno sperduto villaggio ungherese. Dikte ha tanti fratelli, sei, sono poverissimi; è brava a scuola, ma è emarginata perché la persecuzione hitleriana si sta già facendo pesante e i fascisti ungheresi sono crudeli quanto i nazisti invasori.

Andrea Bajani, Il libro delle case (edito da Feltrinelli)

TRAMA: Un romanzo costruito come un’appassionante partita di Cluedo: i segreti di un uomo e di un Paese raccontati dalle case che li hanno custoditi. In un’opera unica per architettura, poesia e visionarietà, Andrea Bajani traccia il grande affresco di un’educazione sentimentale a metri quadri.

Ua cinquina veramente inaspettata, considerando la grande assenza di Teresa Ciabatti con il suo romanzo Sembrava bellezza, edito da Mondadori. Fino a qualche giorno fa, la Ciabatti era data come una delle favorite, se non colei che avrebbe potuto ambire direttamente alla vittoria. Invece, i risultati di ieri sera hanno visto la scrittrice toscana scivolare direttamente al settimo posto, dietro a Lisa Ginzburg con Cara pace (Ponte alle Grazie). Un grande smacco per la Mondadori (considerando le previsione dei giorni scorsi), visto che è dal lontano 2012 che non riesce ad arrivare al podio.

Sempre nella serata del 10 Giugno, è stato annunciato il vincitore del Premio Strega Giovani, assegnato ogni anno da una giuria composta da 500 ragazzi provenienti da 47 scuole secondarie superiori italiane ed estere, tra Berlino, Bruxelles e Parigi. In questo caso, la vittoria è andata a Edith Bruck con “Il Pane Perduto“. La Bruck, quindi, si porta a casa, oltre che l’entrata nella rosa dei cinque candidati per il premio principale, anche questo risultato. “l libro è nato perché una volta, su un tappeto rosso per un premio, ho sentito la necessità di tornare alla memoria di quella bambina ebrea ungherese che era stata deportata e a cui avevano ucciso tanti familiari. La memoria che il mondo, l’Europa vogliono dimenticare“- ha dichiarato la scrittrice di origini ungheresi. “Incontro da tanti anni i giovani nelle scuole che mi ripagano con il loro leggere e andrò avanti finché avrò respiro. Questa è la mia missione e anche un dovere morale. I giovani sono migliori di quello che pensiamo”, ha detto la scrittrice e poetessa di origine ungherese.

La premiazione finale del Premio Strega 2021 si terrà Giovedì 8 Luglio.

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