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Cosa cambia per la Pubblica Amministrazione dopo il patto firmato tra Brunetta e i rappresentanti sindacali: rinnovi contrattuali e non solo

A Palazzo Chigi il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil hanno firmato il “Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale”, un accordo per ridisegnare il ruolo della PA. L’obiettivo ultimo della riforma è quello di riconoscere alla Pa il ruolo centrale di “motore di sviluppo” e “catalizzatore della ripresa”. Sei sono i pilastri del nuovo patto: lavoro agile; revisione dei sistemi di classificazione professionale; formazione del personale; sistemi di partecipazione sindacale; welfare contrattuale.

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Rinnovi contrattuali e welfare

“I rinnovi contrattuali relativi al triennio 2019-2021 – si legge nel testo – salvaguarderanno l’elemento perequativo della retribuzione già previsto dai contratti collettivi nazionali di lavoro relativi al triennio 2016-2018, il quale confluirà nella retribuzione fondamentale cessando di essere corrisposto quale elemento distinto della retribuzione, nonché attueranno la revisione dei sistemi di classificazione, attraverso lo stanziamento di risorse aggiuntive nella legge di bilancio 2022“. Inoltre il Governo lavorerà anche per approntare misure legislative che valorizzino il ruolo “contrattazione decentrata”.

Nell’accordo viene anche stabilito che per la Pubblica Amministrazione saranno implementati gli istituti di welfare contrattuale. Soprattutto in riferimento al sostegno della genitorialità, anche con l’estensione al pubblico impiego delle agevolazioni fiscali per la previdenza complementare e i sistemi di premialità.

Lavoro agile

Considerata la difficile situazione sanitaria e le problematiche della gestione d’emergenza delle Pa il Governo ha deciso di regolamentare il lavoro agile affinché garantisca condizioni di lavoro trasparenti e concili le esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori con quelle delle pubbliche amministrazioni. Nell’ambito dei contratti del triennio 2019-2021, saranno quindi disciplinati, in relazione al lavoro agile, aspetti di tutela dei diritti sindacali, delle relazioni sindacali e del rapporto di lavoro.

Sistemi di classificazione professionale

Attraverso i contratti 2019-2021 si provvederà alla successiva rivisitazione degli ordinamenti professionali del personale, adeguando la disciplina contrattuale ai fabbisogni di nuove professionalità e competenze.

Partecipazione e Formazione

Innovazione e digitalizzazione sono due degli obiettivi cardine della riforma e saranno perseguiti con copiosi investimenti. Al fine di valorizzare il personale saranno inoltre condotte politiche formative di ampio respiro, con particolare riferimento alle competenze informatiche e digitali e a specifiche competenze avanzate di carattere professionale.

Sarà inoltre valorizzato il ruolo della contrattazione integrativa. I sistemi di partecipazione sindacale saranno adeguati favorendo processi di dialogo costante fra le parti e valorizzando strumenti innovativi di partecipazione organizzativa.

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