Quale futuro per l’Europa?



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Gli scontri di questi giorni fra la Grecia e l’Eurogruppo mantengono con il fiato sospeso tutte le nazioni. Quale sarà il futuro della “cara” e “vecchia” Europa?

Il no espresso dalla popolazione greca al referendum di domenica scorsa e l’ncontro di martedì seguito dalle polemiche fra il leader greco Tsipras e gli altri rappresentanti nazionali, stanno facendo emerge tutti i limiti del disegno Europa per come era stato concepito in origine.

Nata sui presupposti di mantenimento della pace e ricociliazione dei popoli, l’Unione Europea rischia di diventare il più grande campo di scontro in grado di spostare gli equilibri nello scenario internazionale.

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Europa

Infatti, qualora non dovesse trovarsi un accordo fra le richieste del governo greco (fondate su un effettivo aiuto alla popolazione in grado di portare il Paese fuori dalla crisi) e quelle degli altri partner europei, si potrebbero realizzare tre scenari differenti ugualmente penalizzanti per le due istituzioni.

PRIMO SCENARIO

Una prima ipotesi rimanda alla risoluzione del problema tramite un aiuto al governo di Syriza e un parallelo lavoro di stabilizzazione dell’istituzione europea.

Questa situazione creerebbe un effetto dominio sulle altre nazioni fortemente colpite dalla crisi in quanto, soprattutto per quelle con elezioni in vista (leggi Spagna), si cercherebbe di riproporre lo strumento utilizzato dai greci e avanzare le singole pretese all’eurogruppo.

Ciò imporrebbe una revisione totale dell’intero impianto, comprendente la condivisione totale di “onori ed oneri“, e la ricostruzione di un’Europa da “capo a piedi”.

SECONDO SCENARIO

Una seconda possibile situazione porterebbe alla tanto temuta “Grexit”.

In questo caso da un lato si andrebbero a colpire la nazioni più deboli economicamente subito dopo la Grecia (come affermato dal FMI ,guidato da Christine Lagarde, parlando dell’impatto dell’atto sull’Italia), imponendo alle stesse misure simili a quelle imposte al Governo Tsipras, e dall’altro si rischierebbe di creare un nuovo “tandem europeo” alternativo all’UE.

Infatti, dopo gli aiuti dichiarati da Russia e Turchia, il trio con Tsipras spaccherebbe ancor di più l’ambito occidentale del vecchio continente rischiando di aggravare le “tese” relazioni tra Obama e Putin, anche a seguito della particolare situazione ucraina.

TERZO SCENARIO

L’ultima ipotesi è molto simile alla seconda ma porta a considerare il processo di default messo in atto dall’eurogruppo.

Questa determinata situazione aumenterebbe la tensione fra Tsipras e gli “europartners” portando, quasi sicuramente, ad un distacco e una possibile nuova alleanza greca.

La situazione instauratasi rischia solamente di indebolire un’istituzione di per sè dilaniata dalla crisi e dagli scontri tra nazioni (oltre che dal referendum di domenica)…Senza considerare la spinosa questione austriaca.

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