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Intervistata da Floris, Virginia Raggi difende il suo operato da Sindaca di Roma in questi 5 anni, ribadendo la necessaria continuità per la prossima consiliatura

Nonostante gli incontri e le trattative pressoché quotidiane tra PD e M5S, e gli incontri tra Conte e Letta, al momento è ancora lontano un accordo per le comunali di Roma del 2021. Intervistata da Floris a Di Martedì, la sindaca uscente Virginia Raggi ha sottolineato che per lei e il M5S sono più importanti i programmi delle alleanze. E questo perchè “la pandemia ha fatto saltare una serie di schemi e di equilibri. I cittadini hanno un’opinione liquida e basata su programmi concreti“.

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Ovviamente, anche se PD e M5S corrono ognuno con i propri candidati, in caso di eventuale ballottaggio si da per scontato che uno dovrà appoggiare l’altro. Ma la Raggi pone delle conditio sine qua non: “Prima di tutto se ne parla al ballottaggio e se ne parla in base ai programmi. Io il patto lo faccio con i cittadini. Il tema non è fare un’alleanza pre-elettorale, il tema è come la rispetti dopo” spiegala Sindaca Raggi. La quale ricorda l’esperienza disastrosa con la Lega: “Quando non ci sono alleanze solide, al primo mojito crollano“.

Un’alleanza è comunque possibile

Ad ogni modo, è evidente che nonostante le divisioni, PD e M5S stiano cercando una quadra per mettere in sicurezza la capitale dal centrodestra. Ma è proprio questo che non va giù a Virginia Raggi. “Io le rispondo: per quale motivo PD e M5S si devono alleare? Il punto non è allearsi contro qualcuno ma allearsi per (qualcosa)“. E prosegue: “Quali sono i punti comuni che Pd e M5S possono portare avanti? Nel Governo Conte II ci sono stati dei punti di contatto“.

Ed è stato proprio Giuseppe Conte ha sbloccare l’empasse della ricandidatura della Raggi, per lungo tempo rimasta in sospeso. E Conte crede in un’alleanza di stampo progressista con il PD. Pertanto, la Raggi dovrà giocoforza tentare di ricucire con il PD, nonostante i rapporti storicamente poco amichevoli.

la Raggi difende il suo operato da Sindaca

Passando all’analisi del suo mandato da Sindaca, Virginia Raggi difende a spada tratta il suo operato. “Vedo tutti i giorni i miei avversari che si lanciano con i ‘diremo e i faremo’. Questi cinque anni non sono stati facili, sono cresciuta a pane e mazzate, ma ci siamo fatti le spalle grosse” spiega la Sindaca, riferendosi alla telenovela imbastita nei suoi confronti da gran parte del mondo dell’informazione. E rincara la dose: “Ho 5 anni di esperienza di amministrazione. Cinque anni come li ho avuti io valgono come 15 in un Ministero“. A tal proposito, la Raggi ritiene indispensabile una sua rielezione perché per dare a Roma continuità.

Che siano stati 5 anni difficili è evidente. Non solo la Sindaca è stata sottoposta a un fuoco di fila praticamente mai visto per un Sindaco in Italia prima d’ora, con bordate che arrivavano quotidianamente da ogni giornale, telegiornale, talk show e da tutti gli schieramenti politici esistenti. Ha dovuto anche fare i conti con Mafia Capitale e la vicenda Ama. Sulla partecipata del comune, la Raggi ha precisato che: “I bilanci dell’Ama che io ho approvato mostrano 18 anni di ruberie, significa 250 milioni di buco che sono passati sotto il naso dei cosiddetti esperti, che nella migliore delle ipotesi non hanno visto e nella peggiore hanno fatto finta di non vedere“.

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