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Il conflitto tra Israele e Palestina sembra non avere fine: l’esercito Israeliano colpisce 40 obiettivi di Hamas e della Jihad islamica; la Palestina ricambia con il fuoco

Conflitto tra Israele e Palestina: durante la scorsa notte l’esercito Israeliano ha colpito 40 obiettivi di Hamas e della Jihad islamica, con la distruzione di altri 12 chilometri tra cui depositi di armi e centri di comando: almeno 10 miliziani sono stati uccisi. Questa mattina Hamas e la Jihad hanno risposto al fuoco israeliano, lanciando dei razzi contro le regioni centrali e meridionali, tra la notte di martedì e le prime ore di questo mercoledì.

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Ḥamās è un’organizzazione palestinese di carattere politico e paramilitare considerata ufficialmente organizzazione terroristica da alcune nazioni nel mondo (Unione europea, Stati Uniti, Israele, Canada, Egitto e Giappone), ma non da altre (Iran, Russia, Cina, Norvegia, Svizzera, Brasile, Turchia e Qatar). Secondo Associated Press, anche il presidente Usa e i funzionari dell’amministrazione hanno incoraggiato Netanyahu a porre fine ai loro bombardamenti su Gaza.

Bilancio delle vittime e dei feriti

“A dieci giorni dall’inizio del conflitto sono 219 i palestinesi uccisi, di cui 63 bambini, 36 donne e 16 anziani. Il numero dei feriti nella Striscia è intanto salito a 1530. Il numero complessivo di razzi lanciati – hanno riferito i militari di Tel Aviv – finora da Gaza verso Israele è salito nella nottata a 3.750. Di questi, ha aggiunto, 550 erano difettosi e sono caduti all’interno della Striscia. Il sistema di difesa israeliano Iron Dome ha intercettato in media il 90 per cento dei razzi che rischiavano di esplodere in centri abitati”.

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