Recovery Plan: il Governo lavora per riformare la sanità pubblica

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Il pacchetto di aiuti europei finanzierà un vasto progetto di riforma per la sanità nazionale, ecco cosa prevede la bozza del Recovery Plan

Il Recovery Plan redatto dall’esecutivo apporterà ingenti novità alla sanità italiana. L’esplosione del Covid-19 infatti ha messo sotto i riflettori i problemi più gravi del sistema sanitario nazionale, in questo contesto dunque i fondi europei destinati all’Italia verranno impiegati in una serie di investimenti e riforme.

Le criticità maggiori riguardano le disparità sanitaria tra le diverse regioni del Paese: la mortalità infantile , ad esempio, misura 2,24 nel nord-est e 3,70 nelle isole. Ancora, la speranza di vita in Campania arriva a 81,4 anni rispetto agli 84 anni a Trento, la qualità dell’aria incide negativamente nella pianura padana e in altre città. Inoltre, è debole l’assistenza a domicilio, offerta al 4% degli anziani rispetto alla media Ocse del 6%. La bozza del Recovery Plan in questo senso punta a risolvere tre probelmi fondamentali: la poca articolazione territoriale, le differenze tra regioni e territori, e la sconnessione tra livello ospedaliero, locale e sociale.

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La riforma della sanità

L’idea dell’esecutivo sarebbe innanzitutto quella di potenziare i servizi homecare, cioè di cure a domicilio. A tal proposito dunque verranno creati 575 centri per l’assistenza a domicilio, con apparecchi tecnologici per gli operatori, tecnologie di telemedicina per i pazienti e per le soluzioni digitali delle Asl che vi si connettono. Inoltre la bozza del Recovery Plan discussa a Palazzo Chigi prevede l’istituzione di 2.575 Case della Salute comunitarie aperte tutto il giorno, dove i pazienti che presentano un malessere potranno consultare il medico generico e un infermiere. Il modello delle Case della Salute, già discusso da anni sul territorio nazionale, mira a rilanciare la centralità della persona superando il modello del modello del poliambulatorio. La stessa emergenza sanitaria infatti ha scandito l’esigenza di maggiore ordine nelle strutture ospedaliere e nei pronti soccorsi.

Infine il Piano Nazionale di Ripresa prevede per la territorializzazione del servizio sanitario la creazione di 753 “Ospedali Comunitari” tesi a ridurre i ricoveri in nell’ospedale generale, con sostegno infermieristico e di assistenza medica continua, per le persone che provengono dalle Rsa, dalla loro abitazione o sono da poco dimessi da un ospedale di tipo generale ma necessitano ancora di cure.

Adelaide Senatore
Studentessa in Scienze Politiche appassionata di giornalismo, musica e letteratura.

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Updated on 21 October 2021 - 03:19 03:19