Le analisi di tutte le grandi testate internazionali, dal New York Times al Wall Street Journal. Focus sull’Italia, anello debole dell’Europa

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L’Italia è al centro dell’attenzione in questi giorni dei media internazionali, l’esito del referendum d’autunno tiene sulle spine la UE e gli Stati Uniti.

Il Wall Street Journal nell’edizione di ferragosto scrive che il referendum italiano è “più importante di Brexit”, rilanciando l’allarme sul peso che l’Italia con la sua debole ripresa economica potrebbe arrecare alla già instabile Unione Europea.

Non solo la stagnazione politica è al centro della preoccupata analisi internazionale, ma di grande importanza è la questione politica che in caso di vittoria del no, potrebbe portare ad una crisi di governo, a detrimento delle grandi questioni italiane e dei partner europei, facendo paventare lo spettro di altre defezioni.

Preoccupazione anche dal quotidiano spagnolo El Pais,” l’Italia, la nuova malata d’Europa che potrebbe trascinare il continente in una ricaduta nella crisi”.

Il Wall Street Journal dichiara che la nostra crisi è cominciata prima del 2008, visto che “dal 1996 al 2011 la crescita italiana è stata in media dello 0,9% annuo contro +1,4% in Germania, +1,8% in Francia, +2,6% in Spagna”.

Una realtà preoccupante che penalizza soprattutto le giovani generazioni. La disoccupazione in Italia è attestata al 36,5% , di contro alla  media europea del 20,8%.

L’UNICA VIA DI SCAMPO PER L’ITALIA: LIBERARSI DALLA SOGGEZIONE DI BRUXELLES

Dalla grande finanza mondiale, e da più parti si chiede che il governo Renzi ottenga una più ampia tolleranza dall’Unione Europea, per lanciare una robusta manovra di bilancio a favore della crescita.

Per la stampa americana soltanto una maggiore libertà dal giogo di Bruxelles potrebbe garantire al premier di evitare il peggio, nonostante gli si rimproveri l’aver personalizzato la consultazione referendaria,  andando incontro ad una sonora bocciatura.

Il New York Times, riporta l’analisi dettagliata dell’agenzia Reuters sulla “stabilità a rischio in Italia”, prospettando quattro scenari possibili post voto, di cui 3 negativi, e conclude con un’esortazione a Renzi,sulla necessità di un potente stimolo fiscale.

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