responsabilità

Di chi è la responsabilità? Quando si tratta di bloccare contenuti per interessi economici tutto avviene subito, se invece si tratta di contenuti che mettono a rischio la vita allora passa il tempo e non si interviene.

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Lo staff di Facebook ritiene che la piattaforma sia un contenitore di informazioni e di non avere responsabilità come quelle di una televisione o di un giornale, ma è abbastanza evidente che non è proprio così, perché Facebook è oggi la più grande media company del Pianeta; impegnata ad organizzare, analizzare, distribuire e vendere i contenuti di 1,79 miliardi di utenti. Davanti alle difficoltà, non può rinnegare ciò che le fa guadagnare una montagna di soldi.

Purtroppo, riprendendo il drammatico caso della tredicenne di Napoli morta suicida il 13 settembre, dopo la diffusione di video sessuali (girati per dispetto al fidanzato, spediti a quattro conoscenti, diffusi a sua insaputa), Facebook ritiene che avrebbe dovuto preventivamente eliminare i video, ma solo su ordine degli organi competenti.image

Quando però fa comodo a loro, i contenuti vengono subito rimossi; si pensi a quando si carica un video su youtube, in quel caso se il video ha dei brani audio con diritti d’autore questi subito vengono bloccati (qualche minuto dopo la pubblicazione), come mai poi è così complesso far rimuovere video che possono mettere in serie difficoltà una vita umana? Non fa strano vedere gli interessi economici sovrastare una vita umana?

Per quanto riguarda Twitter, a queste conclusioni ci sono arrivati da soli: Twitter, ha scritto in ottobre il fondatore Jack Dorsey, è un «People’s News Network». Una Rete di Notizie della Gente. Non un Tubo Dentro il Quale Passa di Tutto.

Ha scritto Christopher Mims sul Wall Street Journal: «Twitter non è più un unicorno ipercresciuto trainato dalla tecnologia. È una media company con base a San Francisco, che dovrebbe essere strutturata, condotta e valutata in quanto tale» Una media company è un qualcosa che ha delle responsabilità sui contenuti che transitano nella rete e su quella piattaforma, non può far finta di niente, come ultimamente sta accadendo su FB. Una morte di questo tipo potrebbe diventare in futuro una piaga sociale, considerando un uso incontrollato e distorto dei social. Speriamo che qualcuno si ravveda presto.

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