richiesta disoccupazione
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La NASpI è un’indennità mensile di disoccupazione che da sostegno ai lavoratori che hanno perduto involontariamente il lavoro. Ecco come funziona e chi ne ha diritto

La Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI) è un’indennita mensile contro la disoccupazione, che aiuta coloro i quali hanno perduto involontariamente il proprio lavoro. Dal 2015 la NASpI sostituisce sia la ASpI che la mini-ASpI accorpandole in un unico strumento: la NASpI, appunto. Ecco come funziona, i destinatari e i requisiti.

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A chi è rivolta

La NASpI è rivolta ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato (cioè i dipendenti), ivi compresi:

  • apprendisti;
  • soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato con le medesime cooperative;
  • personale artistico con rapporto di lavoro subordinato;
  • dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni.

Non possono accedere a questa indennità di disoccupazione:

  • i dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni;
  • gli operai agricoli a tempo determinato e indeterminato (per i quali esiste apposita indennità);
  • i lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale, per i quali resta confermata la specifica normativa;
  • i lavoratori che hanno maturato i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
  • lavoratori titolari di assegno ordinario di invalidità, qualora non optino per la NASpI .

I requisiti per presentare la richiesta disoccupazione NASpI

Innanzitutto, occorre aver cessato involontariamente il proprio rapporto di lavoro. In altri termini, non può beneficiare di questa indennità di disoccupazione chi si è dimesso o ha recesso consensualmente il rapporto di lavoro. Fanno eccezione alcuni casi espressamente previsti (maternità e rescissioni particolari), consultabili sul sito INPS. È inoltre necessario che il richiedente sia in stato di disoccupazione, possano far valere nei 4 anni precedenti al periodo di disoccupazione almeno 13 settimane di contributi contro la disoccupazione e che abbiano lavorato effettivamente almeno 30 giornate nei 12 mesi precedenti la disoccupazione.

Da sottolineare che, ai sensi dell’art. 16 del Decreto Sostegni, fino al 31 Dicembre 2021 non è richiesto il requisito delle 30 giornate di lavoro efettivo nei 12 mesi antecedenti all’inizio periodo di disoccupazione.

Come funziona e come presentare la domanda

La NASpI è corrisposta mensilmente, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive presenti negli ultimi 4 anni. Non vengono computate settimane già precedentemente usufruite. L’indennità di disoccupazione ammonta al 75% della retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni. Questo se la retribuzione è inferiore a un valore di riferimento stabilito dalla legge e rivalutato annualmente. Se invece la retribuzione media del richiedente è superiore al predetto valore di riferimento, allora l’importo della NASpI ammonta al 75% del valore di riferimento, più il 25% della differenza tra media mensile e detto valore di riferimento.

La NASpI è cumulabile con prestazioni di lavoro occasionale, ma è sospesa nei casi di rioccupazione con contratto inferiore ai sei mesi o con nuova occupazione in Paesi con cui l’Italia ha stipulato apposite convenzioni. L’indennità decade nel caso in cui perdita dello status di disoccupazione, inizio di un nuovo rapporto di lavoro suboirdinato superiore ai 6 mesi e altre condizioni esplicitate sul sito INPS.

La domanda può essere presentata esclusivamente per via telematica sul sito INPS, nell’apposita sezione dedicata. Il richiedente può comunque rivolgersi a CAF e Patronati. In ogni caso il servizio è totalmente gratuito. La domanda va presentata entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. La riscossione dell’indennità di disoccupazione può avvenire mediante:

  • bonifico su conto corrente bancario o postale;
  • accredito su libretto postale;
  • bonifico presso ufficio postale situato nel CAP di residenza/domicilio del richiedente.

Il conto corrente deve essere intestato o cointestato al richiedente.

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