Roma 2024

Roma 2024: il dado è tratto. Ma più che una decisione dalla quale non si torna indietro, quello della Raggi appare come un ennesimo autogol che sta trascinando in basso il Movimento e la sua credibilità

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Roma 2024: la Raggi ha detto no

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Roma 2024: il dado è tratto. La decisione è stata presa, ormai la linea di confine è stata superata, e la condottiera Virginia Raggi ha deciso di fare un passo indietro e non marciare alla conquista di Roma. Paragoni storici a parte, quella delle olimpiadi era una questione spinosa, che la sindaca aveva messo sul piatto fin dalla sua campagna elettorale, in cui era arrivata a promettere un referendum per far decidere ai cittadini se sfruttare o meno questa opportunità. I progetti già fatti, i cantieri già concepiti, le cifre su crescita e posti di lavoro già snocciolate, mancava solo il suo si. E invece.

Lasciano perplesse due cose in  questa vicenda. La prima è la delusione del presidente del Coni, che nella conferenza stampa convocata quasi parallelamente a quella che la sindaca stava tenendo per annunciare il no a Roma 2024, sembra cascare dal pero quasi non se lo aspettasse o pensasse che all’ultimo la Raggi gabbasse tutti annunciando invece la candidatura ufficiale. Sembrava essere difronte a un bambino che aveva chiesto un regalo ai genitori e che, al loro rifiuto, rimanesse male perché sperava fino all’ultimo che glielo avrebbero portato comunque. Ma se il no era stato detto, perché tutta questa delusione?

La seconda cosa che lascia perplessi rispetto alla vicenda di Roma 2024 è l’atteggiamento tenuto dalla sindaca. Con Malagò che aspettava in anticamera per un colloquio formale ma privato con lui, in cui gli avrebbe comunicato ufficialmente la decisione e le motivazioni, la Raggi sceglie la fuga e lo lascia aspettare davanti al suo ufficio, mentre lei sgattaiola dalla porta sul retro e va a mangiare, prima di affrontare la conferenza stampa ufficiale. Sono peccati di inesperienza, è giovane, bisogna lasciarla lavorare. Ma il caso Muraro non le ha insegnato niente? Scappare serve a ben poco, la gogna prima o poi bisogna affrontarla.

Le motivazioni date dalla Raggi per il no

Le motivazioni date da Virginia Raggi a supporto del no a Roma 2024 poi sono da cabaret, forse neanche il miglio Beppe Grillo dei bei tempi avrebbe potuto essere altrettanto irriverente nei confronti del suo stesso Paese. Roma 2024 non si farà perché l’Italia non è in grado di gestire un evento in cui circolano milioni, senza che il furbetto di turno faccia manbassa dei suddetti milioni. Questo è un po’ il succo di quel che pensa la Raggi di Roma, della sua classe dirigente e delle opportunità di crescita del Paese. In pratica sta dicendo che è inutile investire capitali in Italia, tanto qualcuno troverà sempre il modo di mangiarci sopra. E sta anche dicendo che il suo Movimento, che l’ha candidata come baluardo della legalità e del cambiamento per Roma e per il Paese, e che si proclama esso stesso come difensore dei suddetti valori, non riuscirebbe mai a cambiare la situazione e quindi è meglio salvare il salvabile nei 4 anni di governo a disposizione del M5s, ma senza volare troppo in alto. Ma se sono gli stessi amministratori della cosa pubblica a non credere nel Paese e nelle sue potenzialità, come sperano che poi le persone credano in loro?
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