San Federico
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San Federico fu vescovo di Utrecht dall’820 circa fino alla sua morte. A partire dalla sua morte, avvenuta per un assassinio, è venerato come un martire

Il 18 Luglio, ovvero oggi, la Chiesa festeggia un santo molto particolare. L’intera giunta episcopale celebra e si racchiude intorno alla figura e all’opera di San Federico di Utrecht, vescovo e martire vissuto fra l’VIII e il IX secolo d.C. Federico nacque ad Utrecht intorno al 781. Era nipote di Radbodo, re dei Frisi. Vocato alla vita religiosa fin da ragazzino, non appena ebbe l’età giusta fu ordinato sacerdote e subito gli venne affidato il delicato compito di educare i catecumeni.

Successivamente, la diocesi di Utrecht lo ordinò prete. Succedette, nell’episcopato, al vescovo Ricfrido. Inoltre, si occupò del completamento dell’evangelizzazione dei Frisi, della quale incaricò sant’Odulfo (che fu poi il suo biografo). Fu anche consigliere dell’imperatore Ludovico il Pio. Dunque non un semplice vescovo, ma un vero e proprio uomo di Chiesa con un potere temporale fuori dal comune.

Secondo una tradizione, San Federico fu assassinato mentre celebrava la messa dai sicari dell’imperatrice Giuditta di Baviera (seconda moglie di Ludovico). Quest’ultima l’aveva dichiarato suo acerrimo nemico, dopo che il vescovo ne ebbe condannato pubblicamente i costumi. Tra l’altro, fu ucciso dai pagani dell’isola zelandese di Walcheren che si opponevano alla sua missione: è per questo venerato come martire.

Un’altra narrazione della vicenda, però, dice che l’uomo fu ucciso dai pagani a causa della sua opera di evangelizzazione. Dunque, l’importante opera di fede che stava portando avanti gli sarebbe costata la vita.