Sanremo 2015 terza serata: le cover

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Terza serata di Sanremo con gli omaggi alle canzoni italiane. Stonati Grazia De Michele e Raf, Dear Jack e Annalisa i più applauditi. Due gli omaggi a Tenco

La terza serata di Sanremo, come di consueto da qualche anno, è dedicata alle cover e agli omaggi alle canzoni che hanno reso grande l’Italia. Partiamo subito dai bocciati: Raf, vestito di fiori rossi, canta (male) Rose rosse di Massimo Ranieri (1970).  La stonatura maggiore è stata eseguita dal duo Grazia De Michele e Platinette (quest’ultimo gareggia col suo vero nome Mauro Coruzzi) col brano del 1986 Alghero, di Giuni Russo. Non sono mancate stecche anche da Alex Britti che ha portato sul palco Io mi fermo qui (Donatello, 1970).

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Moreno canta una reggae Una carezza in un pugno di Adriano Celentano, con finale rap e intermezzi Mo-Re-No.  Buono l’omaggio di Biggio e Mandelli (I soliti idioti) allo storico duo Cochi e Renato con E la vita, la vita.

Le cover più belle sono state eseguite dai Dear Jack (Io che amo solo te, di Sergio Endrigo 1962) e Annalisa con Ti sento del 1985, portata al successo dai Matia Bazar, grazie alla bella voce di Antonella Ruggiero. Lorenzo Fragola, vincitore dell’ultima edizione di X Factor, esegue con la chitarra con Una città per cantare di Ron. Chiara Galiazzo, anche lei vincitrice di X Factor, omaggia Caterina Caselli con Il volto della vita, cover del 1968 di  Days of Pearly Spencer di David McWilliams. 

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sanremoDue gli omaggi a Luigi Tenco: il primo è stato eseguito da Bianca Atzei con Ciao amore ciao (cantata contemporaneamente da Dalida nello stesso Sanremo, 1967), il secondo da Gianluca Grignani con Vedrai vedrai (1970). Lara Fabian canta Je suis malade, scritta da  Serge Lama e Alice Dona e portata al successo da Dalida. Ornella Vanoni ne ha inciso una versione in italiano dal titolo Sto male, scelta questa sera per Sanremo.

Anche Nina Zilli  canta  Massimo Ranieri, portando sul palco Se bruciasse la città, canzone che si  classificò al terzo posto a Canzonissima del 1969. Malika Ayane rompe gli schemi e fa sua Vivere di Vasco Rossi. Il volo porta Ancora, di Eduardo De Crescenzo (1981).  Anna Tatangelo canta Modugno con Dio come ti amo, canzone vincitrice del Festival di Sanremo 1966.

Nesli sceglie Mare mare di Luca Carboni (successo del FestivalBar 1992), mentre Nek porta a casa l’applauso del teatro con Se telefonando di Mina.

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Marco Masini riporta sul palco dell’Ariston una canzone di Francesco Nuti, Sarà per te (Sanremo 1988). I Saint Motel hanno risvegliato la platea assopita, dopo una lunga serata terminata oltre l’una, intervallata dai tediosi interventi di Luca e Paolo. Il comico di Sanremo 2015 è Rocco Tanica che chiude le serate con le sue insolite rassegne stampa.

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Danilo Rubertohttps://zon.it
Mi chiamo Danilo Ruberto, sono laureato in Filosofie e Scienze della Comunicazione e della Conoscenza presso l'Università della Calabria. Attualmente sono iscritto al secondo anno della laurea magistrale in Teoria della Comunicazione. Informare significa offrire diverse possibilità di guardare un determinato fatto. Tra le mie passioni vi sono la letteratura e il cinema. Vengo da brevi esperienze in testate on line, con particolare attenzione verso l'attualità e il mondo cinematografico. "Il cinema non dice cosa desiderare, ma come desiderare" (Slavoj Zizek)

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Updated on 24 October 2020 - 16:40 16:40