Festival di Sanremo 2021 Nuove Proposte

La prima serata di Sanremo 2021 si è divisa tra momenti top e flop: dalla performance della Bertè alla “comicità” di Ibra, fino alla lezione sulle dita dei piedi

Il Festival di Sanremo 2021 si apre nel buio totale.

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L’inizio e la gara delle Nuove Proposte

Al termine di un conto alla rovescia, Amadeus scende dall’iconica scalinata e l’Ariston si accende: decolla così l’astronave di questa edizione singolare dove “il cuore batte più forte“. “Abbiamo scoperto che la normalità è una cosa straordinaria e per averne un po’ abbiamo lavorato in maniera straordinaria“, scandisce il presentatore. A sottolineare le sue parole una manciata di applausi finti in stile Friends che iniziano a lambirci il cuore di uno strato di tristezza. Meno male che arriva Fiorello, più fiorito che mai: versione Nilla Pizzi, con 21 kg di mantello. Il trash è un tappabuchi perfetto, ma forse too much. Dov’è la magia di Sanremo? Quella che ci convinceva, a partire dal minuto uno che, nell’arco di una serata lunghissima, tutto sarebbe stato possibile.

Siamo costretti a ridimensionare le nostre aspettative e a goderci la gara delle nuove proposte. Sono promossi alla semifinale di venerdì Folcast Gaudiano, rimandati Avincola Elena Faggi. Quest’ultima riceve i tradizionali fiori di Sanremo 2021, ma quest’anno l’omaggio viene consegnato con tanto di carrello con le rotelle (sulla scia dei famosi banchi), tra le battutine di Fiorello che ironizza sul protocollo. La busta non è ancora pronta: nell’attesa, Ama e Fiorello scorrazzano saltellando tra i sedili abbassati e vuoti. Una scena che mi ha ricordato Heidi.

Diodato: momento nostalgia

Momento nostalgia: la regia passa in rassegna una foto dell’edizione precedente che risale all’8 febbraio 2020. Si vede Diodato con un sorriso in stile Mentaldent che solleva il Leone d’oro: è l’ultima immagine felice prima che l’intero Paese scivolasse in un imprevisto lockdown e che “Fai rumore” diventasse l’inno dai balconi. Dopo qualche minuto, Amadeus si sveglia: “Mi mostrate la foto” (di Diodato, ndr). Fiorello lo riprende: “Si è già vista“; Il conduttore ha la risposta pronta, e la mia stessa reazione quando i prof cambiano slide troppo velocemente: “Io non stavo guardando e voglio rivedere“. Sul palco spunta proprio Diodato, o il suo figlio illegittimo: il cantante è l’unico, in questi 365 giorni, ad essere ringiovanito.

Sanremo 2021: la gara dei Big inizia da Arisa

Dopo 52 minuti, quando la palpebra sta per calare ma il tuo sentimento nazionalistico le dice di no, il primo Big si palesa. E’ Arisa, provvista di “artigli” con i quali può tamponarsi senza ricorrere all’ASL. Amadeus le dice “sei bellissima” ma, prima che la cantante possa rispondere, viene lanciata la pubblicità. La reclame dura circa un’ora (percepita); la domanda che impazza è “Dov’è Arisa?”, nuovo tormentone dopo “dov’è Bugo?“. Finalmente sentiamo il brano: melodia ampia e avvolgente. Qualche brivido a fior di pelle nelle note più alte. Come direbbe Morgan dietro la cattedra di X Factor: “Mi sei arrivata“.

Matilda De Angelis: punta di diamante della serata

Nemmeno facciamo in tempo a salutare Rosalba Pippa (all’anagrafe), che Matilda De Angelis appare come una visione celestiale. Ha il fiatone, ma gioca la carta della simpatia: “Hugh Grant ho dovuto bloccarlo su Whatsapp perché mi invitava in chat di gruppo con Tarantino e Sean Penn“. E’ bellissima, anche in un vestito che non le rende giustizia e nel quale chiunque altro si sarebbe trasformato nel cosplay di una melanzana. Ma non solo: è spigliata, energica al punto giusto, sa cantare. E’ la punta di diamante della serata. Fa impallidire in un battito di ciglia le donne che avevano calcato quel palco nell’edizione precedente: non si vanta della propria bellezza naturale né di vestirsi in maniera seducente pure per dormire. Ci colpisce, invece per l’intenzione di portare all’Ariston nient’altro che se stessa. Più tardi, fa ad Amadeus una lezione sulle tipologie di bacio, sottolineando i danni psicologici della pandemia di cui non si parla mai abbastanza.

La gara prosegue (purtroppo con Ibrahimovic)

La gara continua: Colapesce e Dimartino si presentano nei colori pastello tipici della regina Elisabetta. La canzone appare già sentita (Figlio di un re di Cremonini?) Entra anche una ballerina sui pattini per equilibrare una performance un po’ in bilico. Poi, fa il suo ingresso Ibrahimovic. Ha il suo nome ricamato sul petto nel caso in cui iniziasse a dubitare della sua identità. “Ho portato le regole del mio Festival“, dice in modo perentorio. I suoi tempi comici rallentati risentono della moviola: “Vendi i cantanti al Liverpool“. Per fortuna Aiello prende in mano la situazione e ci dà una botta di vita: è credibile, passionale, ma forse troppo emozionato ed incline a strafare. Urla “sesso e ibuprofone” come se si stesse liberando di una spina nel fianco. Da risentire, magari in una versione non live e più “contenuta”.

Due microfoni vicini, legati da un nastro bianco, quelli di Fedez e Francesca Michielin. Lei è potente, convinta e convincente; lui sembra che abbia bisogno dei sali (ad un certo punto canta anche “mi sembra di morire“). Purtroppo Fedez non arricchisce il pezzo, ma lo subisce. Il brano, però, non mi dispiace (anche se non si discosta troppo dalla comfort zone degli artisti) e mi è entrato anche già in testa come un motivetto intrusivo.

Siamo tutte figlie di Loredana

Dopo i fiori a Francesca e un rianimatore a Federico Lucia, entra in scena Loredana Bertè. Assistiamo ad uno dei momenti più belli della serata. E’ un’anima la sua, ribelle, ma pur sempre un’anima, che canta fino a strapparsi le corde vocali: “Il mare d’inverno“, “Dedicato“, “Non sono una signora“, “Sei bellissima“. Una gigante della canzone italiana, a settant’anni, si mangia l’Ariston e presenta in anteprima a Sanremo 2021 il nuovo brano, giocando su un’allusione che conquista i social: siamo tutte figlie di… Loredana“.

Ultimi artisti in gara (finalmente Lauro!)

Max Gazzè si presenta con la barbona da Albus Silente. Il brano ha del potenziale radiofonico ma, come sappiamo, le sue canzoni devono sedimentare e si prestano a molteplici ascolti prima di essere comprese completamente (stessa sorte di “Cristalda e Pizzomunno“). A spazzare ogni dubbio, Noemi che entra con un abito a sirena (sotto forma di una specie di Miriam Leone) e che convince: il brano ha un sapore nostalgico che fa presa su quelli ancorati ai ricordi come me.

Sono le 23:20. Manca una manciata di artisti alla gara ma Fiorello decide di sospendere la competizione canora per farci una lezione sulle dita dei piedi oltre il pollice, in mondovisione. Da domani continueremo comunque a chiamarle “secondo dito, terzo dito, quarto dito, quinto dito”, ne sono sicura. Ah, l’onfalo, invece, “si trova a metà del corpo“, ma è semplicemente l’ombelico. Spero che Piero Angela abbia cambiato canale per lucidare la collezione di scheletri di dinosauri che ha in salotto. Dopo questa parentesi cringe, finalmente Achille Lauro: vestito da centurione, trucco da Avatar, capelli blu (influenced by Loredana Bertè?), piume. E’ iconico, istrionico, evocativo: “Sono il velo di mistero sulla vita, sessualmente tutto, genericamente niente“. Piange addirittura lacrime di sangue, forse perché ha visto la classifica demoscopica in anticipo.

Arriva il momento di Madame che si esibisce a Sanremo 2021 a piedi nudi: ha diciannove anni ma una maturità artistica mostruosa. La ragazza si farà. E’ da Eurovision. Dallo stile unico di Francesca Calearo (all’anagrafe), a quello straripante dei Maneskin. La band si cala nel profondo rock: perfetta, energica, potente. Piccola interruzione di Zlatan e delle sue battute perennemente a sfondo calcistico (Dai i cantanti in prestito all’Inter, il mio Festival dura 90 minuti ecc“) che fa da ponte a Ghemon in versione Amedeo Goria. Il paragone con “Rose Viola” (in gara al Festival l’anno scorso) purtroppo non regge.

Ultimi artisti in gara: questa volta per davvero

Ore 00:22. La palpebra cala per davvero ma preparo un caffè che mi rimette al mondo: mancano 4 artisti e circa 15 minuti di pubblicità. La gara di Sanremo 2021 si fa incalzante: alchimia commovente quella dei Coma Cose; vorrei qualcuno che mi guardi come Fausto guarda Cali. In radio andrà benissimo, ma non vinceranno. Spazio ad Annalisa: è impeccabile ma sempre troppo uguale a se stessa, l’elemento sorpresa si è annichilito. Siamo quasi alla fine di questa prima serata. Sul palco compare Renga ma dà l’impressione di non crederci nemmeno lui, mentre inanella una serie di “sempre“. A seguire Fasma, ma il protagonista della performance è l’autotune.

Sono le 1:15: il direttore artistico pensa bene di farci scivolare in stato catatonico con l’esibizione della banda della polizia di stato. Resisto a questo momento solo perché mi separa dalla comunicazione della classifica della giuria demoscopica. Eppure sogno, perché non può essere vero: Renga miracolato al quinto posto, Madame che sprofonda all’undicesimo. Tiene testa l’unicità della canzone di Annalisa.

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