sante notarnicola
immagine da youtube

È morto all’età di 82 anni il “poeta bandito” Sante Notarnicola, anarchico membro della banda Cavallaro. Era il primo dei detenuti da liberare in cambio di Aldo Moro

Comunista, anarchico, bandito e poeta. Queste le varie tappe che hanno segnato la vita di Sante Notarnicola, morto quest’oggi all’età di 82 anni. Classe 1938, Notarnicola crebbe in un orfanotrofio prima di ricongiungersi alla madre emigrata a Torino. Qui iniziò ad avere contatti dapprima con ex partigiani poi con membri del PCI e sindacati. Le sue posizioni di estrema sinistra lo spinsero, insieme ad altri, a portare avanti una serie di espropri – vere e proprie rapine – a banche e non solo. L’intento era quello di raccogliere fondi per la liberazione coloniale.

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A partire dal 1963, si affiliò alla banda Cavallaro, anch’essa di estrema sinistra. La banda perpetra una serie di rapine. Una di queste, al Banco di Napoli, degenerò in un inseguimento e in una sparatoria che portò alla morte di quattro persone tra cui un diciassettenne. Dopo alcune settimane di latitanza, venne arrestato e condannato all’ergastolo. Il suo nome era in cima alla lista di persone da scarcerare proposta dalle Brigate Rosse in cambio della scarcerazione di Aldo Moro.

All’interno del penitenziario fu a capo di una serie di rivolte, mirate ad avere migliori condizioni di vita. Grazie a questo, gli venne concesso di avere carta e penna in cella e, così, iniziò una nuova fase per Sante Notarnicola. La sua scrittura, in particolare la poesia, catturò l’attenzione dell’editore Feltrinelli il quale, nel 1972, pubblicò il suo primo libro, L’evasione impossibile. Successivamente verrà pubblicata una raccolta di poesie. Nel 2000 ottenne la piena libertà, dopo 5 anni trascorsi in semi-libertà. Dopo la scarcerazione, iniziò a gestire il pub Mutenye, a Bologna.

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