Savoia 0 – Salernitana 2: la parola ai tecnici



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Mariani e Marasco

Campionato Dante Berretti: Savoia 0 – Salernitana 2

Dopo la gara persa abbiamo sentito mister Antonio Marasco. Cresciuto nelle giovanili del Savoia, la sua vita calcistica da professionista lo ha portato a girare un po’ tutta l’Italia con esperienze importanti ad  Avellino, Reggio Emilia, Verona, Palermo ecc. Adesso, da tecnico, riparte dalla sua città natale Torre Annunziata, dove guida la Berretti.

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Marasco della Berretti Savoia 2014/15.

P.D.: “Una gara un po’ sotto tono da parte delle due squadre poi qualche episodio ha condizionato il suo andamento. Il rigore mancato ha influito molto sul risultato finale?”

A.Marasco: “Lei ha fatto una giusta analisi. Penso che oggi dobbiamo sottolineare gli episodi che ci hanno condannato. Nel momento che siamo andati sotto di una rete, scaturita anch’essa da un calcio da fermo, abbiamo avuto la grossa opportunità di riprendere la gara con il rigore che purtroppo non abbiamo concretizzato. Poi nella ripresa, sempre su calcio da fermo, abbiamo preso goal con la barriera che è andata ad aprirsi. Tutto sommato, non meritavamo questa sconfitta, noi comunque l’accettiamo con la consapevolezza che poi in settimana dobbiamo rivedere qualcosa e riprendere il lavoro con più impegno”.

P.D.: “Come ha detto mister Mariani il Savoia è una buona squadra. Allora non è questo il vero Savoia?”

A.Marasco: “Durante il nostro lavoro di preparazione per questa gara abbiamo avuto degli infortuni. Per problemi fisici, chi alla caviglia e chi alla schiena, abbiamo dovuto rinunciare ad alcuni titolari; per una deficienza di organico e per completare la rosa, sono stato costretto a convocare molti ’99 che oggi avevo in panchina. Quello che adesso bisogna fare e far capire a tutti i ragazzi che anche nel lavoro settimanale, bisogna avere molta serietà e professionalità, per cercare di evitare problemi di infortuni”.

P.D.: “Bisogna allora contribuire alla crescita del Savoia per la sete di calcio che c’è qui a Torre?”

A.Marasco: Sotto questo aspetto è vero, qui c’è tanta voglia di calcio e i ragazzi del posto vedono il Savoia come un palcoscenico importante. Questo si nota soprattutto nelle nostre gare casalinghe. Avendo molti spettatori in casa a volte i ragazzi sentono questo maggior affetto e, a volte, volendo far bene finiscono poi per strafare commettendo errori che poi ci costano sconfitte proprio come ci è capitato oggi”.

Dalla parte della Salernitana abbiamo commentato il derby con chi ha una lunga esperienza nei settori giovanili e dopo l’esperienza con la Berretti dell’Ascoli, il tecnico Alberto Mariani approda per la stagione 2014/15 alla Salernitana.

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Mariani tecnico della Salernitana Berretti 2014/15.

P.D.: “In una gara che è parsa con un basso ritmo tutte le occasioni e le marcature, si sono avute su calci da fermo. Pensa che sia una giusta analisi?”

A.Mariani: Diciamo che una delle nostre armi sono anche le palle inattive. Su queste lavoriamo molto, però credo che, specialmente nel primo tempo, ci sia mancata un po’ di freddezza nell’ultimo passaggio. In quattro-cinque occasioni abbiamo fatto un buon fraseggio, ma poi alla fine non riuscivamo a finalizzare. Certo che per noi era importante vincere. Poi con il fatto che avevamo tre o quattro ragazzi fuori, siamo stati costretti a fare tutte le sostituzioni e poi nel finale avevamo il n. 10 Bruno che, nonostante un infortunio, ha stretto i denti. Io posso ritenermi molto soddisfatto per come è stata interpretata la gara e di come sia stata portata in porto. Non dimentichiamoci che si trattava di un derby e in quanto tale sempre insidioso. Poi dico, che al di là della classifica, il Savoia è una buona squadra. Questi miei ragazzi giocano sempre per la maglia, giocano per la proprietà, per la squadra. Questa vittoria, se mi è consentito, la voglio dedicare al Direttore Fabiani e lui sa il perché!”

P.D.: “Sebbene si era di fronte alle insidie di un derby, il Savoia non vi ha mai impensierito più di tanto”.

A.Mariani: “Noi quando pressiamo alti, i nostri avversari fanno maggiore fatica ad avvicinarsi alla nostra area, non è un caso se siamo una delle difese meno battute d’Italia. Per cui penso più ai meriti della Salernitana che ai demeriti del Savoia”.

P.D.: “Si pensa alle fasi finali, riservate per le prime quattro?”

A.Mariani: “Noi dal primo giorno che abbiamo iniziato, abbiamo sempre pensato a una crescita progressiva. Crescita che poi deve portare a una fase di maturazione per approdare nel calcio professionistico. Come non ci siamo abbattuti dopo ben quattro sconfitte consecutive, così adesso non ci esaltiamo rispetto ai buoni risultati che stanno arrivando. Da domani inizieremo a lavorare solo per pensare al prossimo avversario che sarà il Lecce”.

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Pasquale D’Aniello, giornalista, nato a Sant’Antonio Abate in provincia di Napoli. Da sempre appassionato di calcio con alcune esperienze dilettantistiche sul campo e sulla panchina. Autore nel 2012 del Libro: "Scugnizzeria agli Albori di un Successo"​ e premiato a Gallipoli nel 2015 (Torneo Internazionale che assegna il Trofeo Caroli Hotels), quale miglior giornalista del calcio giovanile. L'approccio con il calcio giovanile dilettantistico e professionistico da qualche decennio, ha fatto maturare in me nuove convinzioni ed intravedere nuovi orizzonti. "​ Il calcio è educazione, è economia, è uno dei modi di essere società"​. Tutto questo mi ha portato ad essere un "Cronista del calcio giovanile Campano"​, con il fine ultimo di far comprendere che questo Sport deve essere una sana sfida per misurare l'estro calcistico e nulla ha, che possa riguardare il fanatismo e qualsiasi altra devianza che provoca rancore anche a pochi metri di distanza tra i vari campi di calcio. La fortuna poi, di incontrare tantissimi professionisti legati a questo mondo, ha fatto il resto...