Sclerosi multipla e cellule staminali: termina la fase 1 del trial clinico



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Terminata la prima fase della sperimentazione di cellule staminali cerebrali nel trattamento della sclerosi multipla. Tutti i pazienti sottoposti a trapianto sono stati dimessi nelle successive 48 ore e i risultati sembrano incoraggianti

Il prossimo 30 maggio si celebrerà la Giornata Mondiale contro la Sclerosi Multipla. In occasione di questa ricorrenza, buone notizie giungono da parte dell’Accademia Pontificia per la Vita che ha condotto un trial clinico su 15 pazienti a cui sono state somministrate cellule staminali cerebrali. I pazienti sono stati suddivisi in gruppi a cui sono state trapiantate dosi crescenti di cellule e l’ultimo paziente, trattato lo scorso 20 maggio, ha ricevuto la dose massima: 24 milioni di staminali.

La sperimentazione, coordinata e finanziata dalla Fondazione e dall’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza e da Revert Onlus con il patrocinio della Fondazione Cellule Staminali di Terni è stata realizzata anche grazie alla collaborazione con l’Azienda Ospedaliera di Terni, l’Università di Milano Bicocca e l’Ospedale Cantonale di Lugano.

Il trial clinico è iniziato nel gennaio del 2018 (come si può leggere in questo articolo) con il trapianto sul primo paziente e costituisce il primo passo verso lo sviluppo di un protocollo sperimentale per trattare i pazienti di sclerosi multipla con il trapianto di cellule staminali cerebrali umane di grado clinico. Lo scopo della ricerca è quello di  è verificare la sicurezza del trattamento e le possibili azioni neurologiche. Tutti i pazienti sono stati dimessi nell’arco delle successive 48 ore all’operazione e nessuno di questi ha presentato effetti collaterali. Il monitoraggio durerà per almeno un anno e valuterà l’andamento della sclerosi multipla in seguito alla somministrazione di staminali.

Importante per la Pontificia Accademia, anche l’aspetto etico della terapia. Ci tengono infatti a sottolineare quanto il trial rispetti tutti i canoni etici approvati dalla Chiesa in quanto le cellule staminali cerebrali umane usate nello studio, sono lungi da ogni problematica etica legata alla loro origine. Derivano, infatti, da gestazioni che si sono interrotte per cause naturali e prelevate attraverso biopsia cerebrale, in accordo alle stesse regole che disciplinano la donazione degli organi.

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