24 Gennaio 2022 - 09:46

Serie A, la sosta è una manna dal cielo: ma occhio all’incognita covid

Via solo i sudamericani tutti gli altri restano a casa

serie a

Tra casi covid in continuo aumento, squadre ridotte all’osso e con il fiato corto la Serie A riscopre tutti i benefici che questa sosta porterà con se. Due settimane per tirare il fiato, recuperare forze e anche qualche giocatore caduto in questo gennaio surreale, fatto di partite ogni tre giorni e la pressione del virus che non ha lasciato scampo quasi a nessuna rosa.

Con i soli calciatori sudamericani in partenza (e gli italiani impegnati nello stage di Coverciano), gli allenatori dopo qualche giorno di meritato riposo riprenderanno gli allenamenti con quasi la totalità della rosa a loro disposizione. La riscoperta di una sorta di settimana tipo in cui poter preparare nel migliore dei modi il mese e mezzo infernale che aspetterà le big (e non solo) da qui alla sosta di marzo.

Serie A, un febbraio da vivere tutto di un fiato

Dal 6 gennaio ad oggi, la Serie A è scesa in campo in quattro occasioni che sommate ai due turni di Coppa Italia hanno portato le squadre a giocare 6 partite in 17 giorni. Poco più di due giorni di “riposo” tra una gara e l’altra che inevitabilmente ha influito sui ritmi e sulle condizioni fisiche dei giocatori. Non è un caso, quindi, che nel mese di gennaio, oltre all’incognita covid sempre dietro l’angolo, gli infortuni muscolari siano aumentati a dismisura rispetto alla prima parte di stagione.

Un esempio lampante è costituito dall’Inter di Simone Inzaghi. Nonostante non abbiano giocato la gara di Bologna, i nerazzurri, complici i doppi supplementari tra Supercoppa e Coppa Italia su un campo indecoroso, sono comunque arrivati con il fiato corto alla sfida contro il Venezia. Una stanchezza più mentale che fisica che non può che incidere sulle prestazioni di ogni singolo calciatore.

Al ritorno in campo mancano 14 giorni dopo di cui partirà un tour the force (per chi giocherà in Europa) fatto di 11 partite in 43 giorni. Sette turni di campionato, due di Coppa Italia per chi raggiungesse le semifinali e due in Europa. Tutto compresso tra il mese di febbraio e il 20 marzo, nel mezzo scontri diretti per lo scudetto e per la corsa al quarto posto che potrebbero regalare già un quadro abbastanza definitivo sugli obbiettivi e le ambizioni delle dirette interessate. E se all’equazione aggiungiamo la variabile covid, il risultato non può che essere una sorta di roulette russa. Sai come parti ai blocchi di partenza ma non sai in che condizione arriverai al traguardo.