7 Gennaio 2022 - 09:58

Serie A, archiviata la giornata della vergogna: ora cosa succede?

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La giornata della Befana mina la credibilità della Serie A, solo 6 partite disputate e incertezza sul futuro. Il nuovo protocollo servirà?

Archiviata la 20ª giornata di Serie A tra polemiche e partite (poche), il calcio italiano si interroga sul futuro del campionato e sopratutto sulla credibilità della Lega finita alla mercé delle Asl senza possibilità di contraddittorio. In teoria, però, il calcio non si ferma. Domenica saremo di nuovo punto e a capo o il nuovo protocollo servirà realmente ad evitare le scene pietose viste in metà dei campi di Serie A?

Una domanda più che legittima che richiede una risposta immediata. Tra 48 ore si scende di nuovo in campo e la morsa del Covid non accenna a fermarsi. I modelli da seguire restano la Premier e le disposizione della Uefa, esempi utili affinché non si verifichino più scene surreali come quelle viste nel corso delle ultime due giornate.

Serie A, ecco il nuovo protocollo

C’è mancanza di chiarezza tra lo sport e il Ministero della salute, manca una linea guida. Così il campionato ne risente“, le parole dell’ad nerazzurro Beppe Marotta nel surreale pre partita del Dall’Ara. Una partita, così come altre 3 solo in questa giornata, con una sola squadra in campo e l’altra bloccata dalle rispettive Asl, più o meno legittimamente. Decisioni divenute insostenibili per una lega privata che, leggi alla mano, non può far altro che accettare le imposizioni delle varie aziende sanitarie locali.

Per cercare di mettere un freno a questo fenomeno, il Consiglio Federale della Lega di A ha varato un nuovo protocollo interno che ha l’obiettivo di regolare i casi di rinvio delle gare e la gestione dei casi di positività all’interno dei gruppi squadra. Il nuovo protocollo, allineato a quello del Uefa, prevede che i club con uno o più calciatori positivi debbano tassativamente disputare le gare previste dal calendario nel caso abbiano a disposizione almeno 13 giocatori, di cui almeno un portiere, tra le rose della prima squadra e quella della Primavera. Saranno contagiati tutti quei calciatori nati entro il 31 dicembre 2003 risultati negativi entro 24 ore dal match. Qualora il club abbia questa situazione e non si presenti in campo varrà l’articolo 53 delle Noif: sconfitta 3-0 a tavolino e un punto di penalizzazione in classifica.

Quattro punti per non fermarsi

1) CASI DI POSITIVITÀ. Qualora uno o più giocatori della stessa squadra risultassero positivi al coronavirus, la gara sarà disputata secondo il calendario di ciascuna competizione, purché il club in questione abbia almeno 13 calciatori disponibili, di cui almeno un portiere, tra quelli iscritti nelle rose della Prima Squadra e della formazione Primavera nati entro il 31 dicembre 2003, risultati negativi ai test entro la mezzanotte del giorno precedente a quello della gara. 

2) NUMERO MINIMO. Qualora il Club non disponga del numero minimo di calciatori di cui al punto 1), la Lega delibererà di conseguenza.

3) SANZIONI. Qualora il club sia in grado di disporre del suddetto numero minimo di calciatori e comunque non presenti in campo la squadra, subirà le sanzioni previste dall’articolo 53 delle N.O.I.F.

4) TERMINE ULTIMO. Ciascun club, ai fini dell’applicazione delle norme di cui ai punti 1, 2, 3, dovrà comunicare alla Lega la documentazione comprovante le riscontrate positività entro la mezzanotte del giorno precedente il giorno di gara.