Silvia Romano, svolta nelle indagini: le tracce portano in Somalia



Silvia Romano
Screenshot da YouTube

C’è stata una svolta nelle indagini sulla scomparsa della giovane milanese Silvia Romano. Rapita nove mesi fa in Kenya, ora sarebbe in Somalia

Una svolta importante in un’indagine che rischiava di diventare sempre più torbida e difficile. La scomparsa di Silvia Romano, ora, avrebbe dei mandanti ben precisi. Dietro il sequestro, infatti, ci sarebbero dei pirati somali, che avrebbero portato via dal Kenya la volontaria milanese più di nove mesi fa. Mandanti in possesso di denaro, armi da guerra e coperture, che avrebbero reclutato una banda di criminali comuni. Un’inquietante ipotesi, che potrebbe portare gli inquirenti e gli investigatori verso la strada della Somalia.

Gli elementi che emergono dagli sviluppi dell’indagine avviata dalla Procura di Roma e coordinata dal sostituto procuratore Sergio Colaiocco hanno confermato la pista. Prima e dopo il sequestro, infatti, ci sono stati diversi contatti telefonici tra gli esecutori materiali e la Somalia. La fuga del commando ha seguito, inoltre, la direzione della Somalia, raggiungendo il punto d’incontro dove probabilmente un secondo gruppo criminale ha preso la volontaria milanese.

Intanto ieri i tre presunti esecutori materiali di Silvia Romano sono tornati in carcere su disposizione della Procura generale del Kenya che gli contesta l’aggravante del terrorismo. La ragazza sarebbe stata bloccata e, dopo averle gettato via il passaporto e il telefono cellulare, è stata costretta a salire a bordo di una motocicletta e portata verso una boscaglia nei pressi del fiume Tana. Probabilmente, però, quando la Polizia ha iniziato le sue ricerche, la 24enne era già lontana, già al di là del confine tra Kenya e Somalia.

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