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La chiamano sindemia. La pandemia ha portato lutti, restrizioni, difficoltà economiche, allontanamenti forzati e molti altri disagi

Sindemia, un nuovo termine destinato a far discutere parecchio. Ormai è evidente a tutti: la pandemia da Covid-19 non colpisce soltanto il corpo. I dati emersi dal XXII congresso nazionale della Società Italiana di NeuroPsicoFarmacologia parlano chiaro: il virus ha avuto effetti terribili anche sulla mente delle persone. Secondo la SINPF, la probabilità di cadere in depressione aumenta di 5 volte nei soggetti entrati a contatto con il virus. Secondo le stime, cadranno in depressione circa 10.000 italiani che hanno perso un loro caro. A loro bisognerà aggiungere altre 150.000 persone che pur non avendo contratto l’infezione, cadranno in depressione a causa delle difficoltà lavorative ed economiche.

Gli esperti la chiamano “sindemia”

Secondo gli esperti, la pandemia da Covid-19 non ha solamente risvolti sanitari, ma anche economici, sociali, emotivi e culturali. E se mettiamo tutto insieme, l’impatto psicologico sulla popolazione diventa devastante. Per questo, piuttosto che di pandemia, occorrerebbe parlare di sindemia. Nessuno è immune. Metà dei contagiati mostra disturbi psichici quali 42% di ansia o insonnia, il 28% disturbo post traumatico da stress e il 20% disturbo ossessivo-compulsivo.

Il male oscuro

La depressione viaggia sulle ali della sindemia: circa il 10% dei famigliari delle vittime del COVID andrà incontro a problemi di depressione. E anche 150.000 persone strangolate da problemi economici e lavorativi condivideranno la stessa sorte. Ad alto rischio soprattutto donne, giovani e anziani. Le donne, in particolare, sono più predisposte alla depressione a causa delle maggiori ripercussioni sociali e lavorative in una società ancora fortemente patriarcale. I giovani dovranno fare i conti con lo sgretolarsi delle già poche certezze che avevano, e questo avrà impatti deleteri per la loro salute mentale.

Un vaccino per la speranza

In questa spirale nera, il vaccino è diventato un faro di speranza, la luce in fondo al tunnel per milioni di persone. Ma tutti iniziano a rendersi conto che il cammino verso la normalità è ancora lungo. “Con il prolungarsi dello stato di emergenza e delle restrizioni alla socialità, al lavoro, alla possibilità di programmare un futuro, anche chi non è stato contagiato è sull’orlo di una crisi di nervi: dopo una fase iniziale in cui si è fatto il possibile per resistere e si combatteva soprattutto la paura del virus, ora sono subentrati l’esaurimento, la stanchezza, talvolta la rabbia.” spiega Matteo Balestrieri, co-presidente della SINPF. Non esistono vaccino per curare i disturbi psichici, ma appare evidente che essi sono diventati un simbolo potente a livello psicologico: un’ancora a cui si aggrappano in milioni.

Le terapie

Come contrastare efficacemente la sindemia? Claudio Mencacci, co-presidente della SINPF non ha dubbi: occorre potenziare i Centri di Salute Mentale. Anche i medici di famiglia possono fare la loro parte, intercettando le prime avvisaglie di disturbo e indirizzando i pazienti verso specialisti. Affidarsi a specialisti è la parola d’ordine. “Il fai da te, che temiamo sia adottato da molti in un momento difficile come quello attuale, rischia di non risolvere i problemi e di esporre anche a rischi per la salute.” conclude Balestrieri.