US Army
Immagine da Pixabay

L’attacco in Siria arriva dopo appena 37 giorni di presidenza. Il Pentagono dichiara che l’attacco è una rappresaglia agli attacchi missilistici in Iraq

Dopo appena 37 giorni dall’insediamento di Joe Biden alla Casa Bianca, gli Stati Uniti bombardano la Siria, nella zona al confine con l’Iraq. Obiettivo: le infrastrutture usate dai terroristi appoggiati dall’Iran. Il Pentagono dichiara che l’attacco è stato ordinato da Biden, dopo aver informatogli alleati, ed è la risposta agli attacchi missilistici dello scorso 15 Febbraio. Attacco che ha causato la morte di un contractor civile e il ferimentodi vari militari statunitensi e di altre forze della coalizione. Si tratta della prima operazione militare condotta dall’amministrazione Biden.

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I raid hanno distrutto diverse strutture al confine, utilizzate da una serie di milizie filo iraniane” spiega il portavoce del Pentagono, John Kirby. “Invia un messaggio inequivocabile: il presidente Biden agirà per proteggere il personale della coalizione americana. Allo stesso tempo abbiamo agito in modo deliberato puntando a calmare la situazione sia nella Siria orientale e sia in Iraq“. Stando all’Osservatorio siriano per i diritti umani, sarebbero 17 i miliziani filo-iraniani morti nel raid americano in Siria.

Austin: “Siamo certi che il bersaglio venisse utilizzato dalle stesse milizie sciite che ci hanno attaccato”

L’attacco del 15 Febbraio aveva colpito la base americana nel Kurdistan iraqeno. A rivendicare tale attacco, fu una un gruppo sciita che si fa chiamare Awliyaa al-Dam, i Guardiani del Sangue. L’Iran continua a negare tutt’oggi di avere legami con questo gruppo di miliziani. Poi, la settimana scorsa, un missile ha colpito la Zona Verde di Baghdad, che ospita numerose ambasciate, compresa quella americana. Per fortuna, non ci sono state vittime. Pertanto, l’amministrazione Biden ha deciso di interrompere la linea tenuta da Trump e di rispondere con la stessa moneta, autorizzando il raid in Siria.

Non c’è molto che io posso aggiungere, a questo punto, al di fuori del fatto che siamo sicuri del bersaglio che cercavamo, siamo sicuri di averlo colpito” dichiara Lloyd J.Austin, Segretario della Difesa. “Siamo certi che il bersaglio venisse utilizzato dalle stesse milizie sciite che ci hanno attaccato“, precisa Austin. Il quale da altre informazioni in merito al raid in Siria: “Abbiamo permesso e incoraggiato gli iraqeni a investigare e sviluppare intelligence per noi, e questo è stato molto utile per rifinire il bersaglio”.

Finisce così l’isolazionismo e la lunga tregua voluta da Trump nel Medio Oriente. L’azione ordinata da Biden riporta gli USA con prepotenza sullo scacchiere internazionale, cona la Siria ancora una volta teatro di raid e massacri.

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