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Biden rilancia l’Alleanza Atlantica in chiave anti-Russia e Cina. Francia e UK si allineano di nuovo, ma la Germania resiste alle sirene

Joe Biden ha riportato gli USA sulla scena internazionale dopo la parentesi isolazionista voluta da Trump. E adesso gli States rientrano nella lotta ai cambiamenti climatici e nel contrasto alla pandemia. Ma l’Europa non sembra essere più la stessa che gli USA avevano lasciato. Alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, importante summit mondiale sulla politica estera e sicurezza, Biden ha chiesto di rilanciare con più forza l’Alleanza Atlantica. E se Macron e Jhonson si sono detti favorevoli, la Merkel ha mostrato molte resistenze: Russia e Cina sono diventati partner commerciali imprescindibili per Germania e UE.

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Russia e Cina restano minacce per gli USA di Biden

L’esordio di Biden avviene alla videoconferenza del G7, dove annuncia: “L’era dell’America first è finita, adesso mettiamoci al lavoro“. Poco dopo il videoincontro del G7 si tiene la sopracitata Conferenza di Monaco. Ed è in questo frangente che Biden annuncia le nuove politiche estere degli USA nei confronti dell’Europa. Di novità ce ne sono ben poche: l’Europa rimane un importante alleato, mentre Russia e Cina delle potenze rivali da temere e contrastare. Per Biden, la NATO deve impegnarsi a contrastare la Russia, anche in un’insolita funzione di lotta alla corruzione. “I leader russi vogliono far credere alla popolazione che il nostro sistema sia corrotto quanto il loro, vogliono minare l’Alleanza Atlantica perché è più facile sopraffare le singole nazioni” spiega il Presidente americano. “Per questo deve essere una nostra priorità salvaguardare la sovranità territoriale dell’Ucraina” chiedendo così agli alleati di prendere una netta posizione. Appoggiare l’Ucraina infatti, significherebbe oltraggiare la Russia pubblicamente.

In merito alla Cina, Biden afferma che USA, Europa e loro alleati devono prepararsi a competizione lunga e difficoltosa con il Dragone. “Dobbiamo opporci agli abusi economici e alla coercizione del governo cinese che minano le fondamenta del sistema economico internazionale. Tutti, tutti devono seguire le stesse regole“. Ed è evidente che qui i problemi sono molteplici: l’ascesa della Cina come superpotenza potrebbe far sì che questa cominci a sponsorizzare il suo modello di Governo autoritario, e che questo attecchisca nelle aree più povere del mondo, come fu già ai tempi della Guerra Fredda. Ma Biden e gli USA sono evidentemente preoccupati dal fatto che la Cina è sufficientemente potente da disturbare le regole del mercato internazionale liberista.

Biden parla anche della situazione Europea: “punto di flesso epocale”

Biden fa il punto anche della situazione attuale in Europa, puntando il dito su alcune fragilità tipiche del continente. “Sarò diretto: il progresso democratico è a rischio anche in Europa, siamo a un punto di flesso epocale: da una parte ci sono coloro che pensano che il sistema migliore sia l’autocrazia, dall’altra coloro che comprendono che la democrazia sia centrale“. E qui il riferimento a Paesi quali Polonia, Ungheria, ma anche Turchia e Russia è assolutamente evidente. Secondo il Presidente americano, l’unico modo per tornare ad una nuova Guerra Fredda è la cooperazione tra membri della NATO. E se Boris Jhonson ed Emmanuel Macron si riposizionano subito al fianco di Biden, la Merkel cerca di mantenere aperto un canale con Mosca e Pechino. Non è esattamente un buon inizio, al di là dei proclami e delle buone intenzioni di facciata, è evidente che ogni nazione ha il suo interesse da tutelare. Ma è altrettanto evidente che l’unione, in questo caso, non solo fa la forza ma è anche necessaria.

Le ragioni di un’Europa rimasta senza gli USA troppo a lungo

L’uscita dalla scena internazionale voluta da Trump portò l’Europa a rafforzare i rapporti commerciali con Russia e Cina. I gasdotti con la Russia, la Via della Seta con la Cina, sono solo alcuni degli accordi siglati. E ora non è facile tornare indietro. Per questo la Merkel, sfruttando tutto il peso politico e l’autorevolezza di cui gode, fa capire che serve un approccio differente. “Le sanzioni con la Russia non funzionano. Serve un’agenda transatlantica comune con la Russia, che possa fare offerte cooperative da un lato e identificare le differenze dall’altro“.

Quanto alla Cina, la cancelliera conviene che si tratta di una minaccia per la NATO, ma sottolinea come non si possa fare a meno di interagire con il Dragone. “Ne abbiamo bisogno per risolvere i problemi globali come il cambiamento climatico e la biodiversità” spiega la Merkel a Biden. E continua: “Il potere della Cina è cresciuto negli ultimi anni e la maggior parte delle organizzazioni asiatiche include o è guidata dalla Cina“. Insomma, si possono guardare Russia e Cina in cagnesco, ma non si può più pensare di voltare loro le spalle come lasciato sottintendere da Biden. Al momento, i Paesi della NATO sembrano concordare sulla necessità di maggiore cooperazione per la lotta ai cambiamenti climatici, al contrasto al cyberspionaggio e a contrastare l’avanzate delle autocrazie, ma non c’è una visione univoca su come farlo. È probabile che per il momento si avanzerà con approcci differenziati, paralleli, che però prima o poi dovranno necessariamente convergere verso un punto di caduta comune, come chiesto da Biden.

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