Soul
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Il nuovo film animato Pixar, Soul, porta con sé un potentissimo messaggio. Pete Docter regala una splendida riflessione agli spettatori

Negli ultimi periodi, il cinema ha assunto un valore molto insolito per gli spettatori e per tutti gli appassionati. Per la prima volta, la Settima Arte si è trovata a fare i conti con un’incombenza insostenibile, quella della privazione del luogo fisico dove usufruirne: la sala. Quest’anno, a causa del Coronavirus, è stato alquanto magro di uscite effettive, che si sono limitate perlopiù a quelle sui servizi streaming di riferimento (ovvero Netflix, Prime Video, Disney+). Proprio da quest’ultimo, dal neonato prodotto di casa Disney, ecco che arriva il film natalizio pronto per scaldare i cuori di tutti: Soul.

Nomen omen, direbbe qualcuno. In una sola parola, possono essere racchiusi così tanti significati da raggiungere una profondità innata. Se poi, alla base della composizione del nuovo gioiellino di casa Pixar (che, come sempre, si dimostra ampiamente all’altezza delle aspettative), c’è un mostro sacro come Pete Docter, ovvero la mente dietro il più celebrato film dell’azienda, vale a dire Monsters & Co., l’attenzione aumenta a dismisura. E, manco a dirlo, il risultato è a dir poco meraviglioso. La sensazione è quella di trovarsi di fronte ad uno dei film più belli del 2020.

Infatti, come sempre, grazie a Soul, Docter riesce a toccare tantissimi tasti molto intelligenti, che rendono il film adatto non solo ai più piccoli, ma anche e soprattutto ai più grandi. Ed ecco una delle ragioni per cui la Pixar, finalmente, dopo alcuni anni di buon livello, riesce finalmente a tornare ai punti eccelsi che avevano caratterizzato la sua produzione nel primo decennio degli anni duemila. E riesce a farlo parlando di due concetti apparentemente semplici e primordiali: vita e morte.

Una storia a ritmo di musica

Soul è un film che si lega in modo inossidabile alla musica e all’arte in generale. Il protagonista è Joe Gardner (la cui voce, nel doppiaggio originale americano, è doppiata dal mitico Jamie Foxx), voglioso insegnante di musica jazz in una scuola media a New York. Joe è alle prese con una classe svogliata, con alunni perlopiù disinteressati e non molto tendenti alla carriera artistica. Nonostante ciò, il maestro affronta la vita con gioia e serenità, soprattutto alla luce dell’opportunità che gli si presenta davanti.

Infatti, la mitica leggenda del jazz Dorothea Williams (Angela Bassett) cerca un pianista per la sua band. Joe si presenta all’audizione e sbaraglia la concorrenza, incantando incredibilmente la cantante. Con lei, il pianista ha l’occasione di esibirsi nel miglior locale della città. Ma, proprio quando tutto sembra andare per il verso giusto, ecco che si distrae per strada e cade in un tombino aperto per dei lavori in città.

A causa di questa caduta, in Soul, l’anima di Joe si ritrova nell’Ante-Mondo, luogo in cui le nuove anime sono chiamate a individuare e sviluppare una personalità, interessi e passioni prima di andare sulla Terra. E proprio da lì, grazie alla sua alleanza con la giovane ribelle 22, il pianista incomincerà un percorso che gli permetterà di conoscere meglio sé stesso. Inizierà, dunque, ad apprezzare la vita e troverà la “scintilla” che gli permetterà di comprendere il significato della vita umana.

Filosofia esistenziale applicata all’animazione

Stiamo parlando, molto probabilmente, di quella che è la miglior opera che lo studio di animazione di proprietà della Disney ha portato a termine nell’ultimo decennio di attività. Soul rappresenta una vera e propria esperienza trascendentale. Essa assume quasi i contorni del misticismo e segna un nuovo scarto e un nuovo passo in avanti proprio nel campo dell’animazione.

Docter, tramite il suo nuovo film, riesce nell’impresa di trattare con gioia, delicatezza ed emozione uno degli argomenti più ostici che da sempre affliggono l’umanità. Parliamo della morte e del suo rapporto a stretto contatto con la vita. Per farlo, si forgia di un’operazione davvero colossale, che riflette sull’intero senso dell’esistenza. Riesce a fare da educatrice per la comprensione dei veri valori della vita. Soul è anche un trattato sulla facilità con cui si rischia di perdersi e su come la vita possa assumere tratti egoistici, se non ci si trova a condividerla con qualcuno. Un messaggio, dunque, che punta a cementare l’importanza dei rapporti tra le persone e l’umanità dentro ognuno di noi, tramite la nostra consapevolezza. Per farlo, il regista di Monsters&Co. sia prende in prestito un’arte nobile come la musica, linguaggio universale e unificatore, sia si affaccia in modo preponderante sulla disciplina filosofica.

Non è difficile, infatti, trovare nella parabola di Joe squarci delle basi innatiste dettate da Platone, con il suo “mondo delle idee” che trasmigra nell’aldilà. Al contempo, però, Docter ricorre anche all’importanza dell’esperienza teorizzata da Aristotele. In essa, le persone ritrovano sé stesse solamente passando il testimone della propria conoscenza a qualcun altro per porla al suo servizio. Il risultato è un film che bilancia le emozioni in modo assolutamente invidiabile. Un’opera capace di divertire con i suoi momenti esilaranti e di toccare corde profondissime senza però risultare mai effettivamente pesante.

La goduria estetica

Ma Soul non è solamente un’opera mastodontica sotto il profilo filosofico/teorico. Docter, infatti, sfrutta perfettamente tutto il budget in campo per dar vita ad una delle operazioni più imponenti nel campo dell’animazione degli ultimi anni. Esteticamente, infatti, il film si presenta come uno dei più completi, arricchiti e variopinti lungometraggi animati che sia la Pixar sia l’animazione abbiano conosciuto nella loro storia.

Docter si dota di linee e tratti che possono tranquillamente definirsi “pseudocubisti“, mettendo in evidenza un tratto sperimentale mai raggiunto prima dalla casa di produzione. Essi si intrecciano poi con rimandi palesi ad una tecnica ormai in disuso come il disegno a mano, che in questo caso ritorna preponderante e snellisce incredibilmente il tratto delle animazioni. Inoltre, i colori splendidi e vividi utilizzati in campo fotografico pongono il tasso tecnico ad un livello ancora più alto rispetto al passato. Una realizzazione tecnica che possiamo tranquillamente definire come sopraffina. Da un lato, lo stile d’animazione si rinnova, dall’altro viene innovato da accorgimenti assolutamente invidiabili.

Insomma, se siete amanti dell’estetica cinematografica, Soul fa decisamente per voi. La Pixar, dunque, fa centro ancora una volta e lascia a bocca aperta per la disarmante facilità con cui racconta una storia complessa in un modo così semplice. Un film perfetto per grandi e piccini.

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Studente al terzo anno di Scienze della Comunicazione, con una passione innata per il giornalismo, per la scrittura, per la lettura e per la musica.