Stati Uniti, proteste e manifestazioni contro Donald Trump

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Dopo l’esito che ha decretato nuovo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il popolo americano occupa le strade con proteste e manifestazioni

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Negli Stati Uniti un nuovo caos sembra prendere forma.

In seguito alla vittoria del repubblicano Donald Trump, la fetta di America che durante le elezioni aveva destinato il voto all’avversaria democratica Hillary Clinton, ha occupato le strade per protestare e manifestare contro il nuovo presidente.

Dopo le prime manifestazioni post-voto, questa volta non hanno partecipato solo gli studenti universitari, ma anche tutti gli altri cittadini. Il neo eletto, Donald Trump, che ieri ha incontrato Barack Obama alla Casa Bianca, ha utilizzato toni che anziché placare hanno incentivato le tensioni. Trump infatti ha utilizzato termini poco gentili, ritenendo queste proteste come ingiuste, pilotate e incitate dai media. 

La protesta più violenta è avvenuta a Portland, dove più di 4.000 persone, sono scese in piazza per manifestare. In seguito, la polizia ha arrestato 29 persone. 

La manifestazione è stata alquanto violenta. Alcuni manifestanti infatti, hanno distrutto le vetrine di vari negozi e dato fuoco ai cassonetti, costringendo la polizia a intervenire. Dal corteo è cominciato allora il lancio di oggetti verso gli agenti, che stavano cercando di dirigere le persone verso piazza Pioneer Courthouse. Gli agenti hanno esploso proiettili di gomma e usato spray al peperoncino per disperdere i manifestanti.

Nelle altre città invece, le proteste sono state più pacifiche. In Texas, i cittadini si sono uniti all’evento organizzato da varie associazioni anti-fasciste, anti-razziste e contro la xenofobia. Le marce sono arrivate fino alla sede del governo texano attorno alle 19.30. In Minnesota decine di persone hanno affollato la strada Interstate 94, a Minneapolis , bloccando il traffico in entrambe le direzioni per almeno un’ora.

Los Angeles un piccolo gruppo ha momentaneamente bloccato il traffico, prima che la polizia lo disperdesse. Gli studenti delle scuole superiori sono invece scesi in piazza a San Francisco, sventolando bandiere messicane e arcobaleno, uniti dal motto ‘Trump non è il mio presidente’.

Baltimora, nel Maryland, centinaia di persone hanno marciato nella zona di Inner Harbor bloccando alcune strade e due persone sono state arrestate. A Denver, in Colorado, circa tremila persone si sono radunate vicino alla sede del governo e manifestato nel centro della città. Centinaia di cittadini hanno manifestato anche a Dallas, Washington, Philadelphia, New York e Oakland.

Mentre il Ku Klux Klan torna a schierarsi al fianco di Trump, annunciando per il 3 dicembre in North Carolina una “Parata per la Vittoria”. Il logo della manifestazione riporta una foto del nuovo presidente con la scritta “Trump’s race united my people“, che può essere tradotta in due modi:” la corsa di Trump ha unito la mia gente“, oppure, “la razza di Trump ha unito la mia gente”. 

 Sembra che il Nuovo Presidente degli Stati Uniti stia alimentando tanto malcontento.

 

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