Superlega, gli “indignati occasionali”: dove siete stati gli ultimi 10 anni?

SportSuperlega, gli "indignati occasionali": dove siete stati gli ultimi 10 anni?

Gli eventi delle ultime ore hanno scatenato polemiche sulla Superlega e la meritocrazia nel calcio. Un calcio che negli ultimi 10 anni è andato avanti tra disparità e ingiustizie

Lo scarico di responsabilità arriva subito: chi scrive queste righe non è assolutamente favorevole al nuovo format della Superlega e auspica un accordo tra club e vertici delle Istituzioni calcistiche europee per vedere anche in futuro le emozioni di campionato e coppe continentali. La riflessione proposta è di altro tipo: tutti i tifosi “indignati” e custodi dell’integrità del calcio dove sono stati negli ultimi 10 anni? Lo sport che tutti amiamo e seguiamo con passione ormai non è lo stesso di quando eravamo bambini e da tempo a comandare è il vil danaro ma non abbiamo mai assistito a manifestazioni di disappunto come quelle (giuste e legittime) delle ultime ore.

Uefa e Fifa non hanno fatto nulla di concreto per garantire equità e parità di trattamento tra le squadre e anzi si sono rese protagoniste di episodi gravi e passati in sordina che hanno finito con l’esasperare alcuni dei soggetti che oggi propongono la “scissione”. Il capitolo più caldo è sicuramente il FFP: mai entrato realmente in vigore, ha solo ampliato le differenze tra alcuni club rispettosi delle regole e altri che si sono cimentati in metodi creativi per aggirare la norma. Dove si trovavano i sostenitori della “meritocrazia sportiva” quando un club ha speso 400 milioni di euro per due giocatori (uno dei due arrivato in prestito con diritto di riscatto a 180 milioni di euro)? Dove si trovava la Uefa quando alcune società hanno aggirato il problema del fatturato mettendo a bilancio sponsorizzazioni arrivate dalla stessa proprietà? Dove si trovavano gli “amanti del calcio del popolo” quando sono emersi i grandi scandali dei vertici Uefa e Fifa?

La Superlega probabilmente non è la risposta ai problemi del calcio europeo ma non ne è neanche la causa. La Uefa non battuto ciglio davanti alle richieste di aiuto dei club alle prese con i danni causati dalla pandemia Covid-19 e anzi ha spremuto giocatori e stessi club senza dare garanzie e senza garantire equilibrio. La promessa di garantire pari opportunità è svanita nel nulla, basti pensare a cosa ha dovuto subire il Milan due stagioni fa e alle pene fatte passare ad altre società (Inter e Roma un esempio) mentre altre hanno potuto accumulare milioni e milioni di debiti con bilanci disastrati senza mai essere penalizzate. La retorica e l’ipocrisia di queste ore stridono con i lunghi e imbarazzanti silenzi delle ultime stagioni.

L’auspicio è che lo scontro a viso aperto porti tutti a più miti consigli. Il calcio europeo ha bisogno delle Top12 della Superlega e viceversa questi club possono ancora prosperare all’interno di un panorama europeo, salvaguardando storia e tradizione. La sensazione è quella di trovarsi ad un tavolo da poker: tutte le fiches sono in gioco, ognuno ha fatto la sua mossa. Chi ha il punteggio più alto?

Domingo Palma
Laureando in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli studi di Salerno, appassionato di politica e sport, in particolare calcio e sport americani

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Updated on 23 September 2021 - 01:06 01:06