“Sventato attacco in Italia” da Anonymous

Prima Pagina"Sventato attacco in Italia" da Anonymous

Nell’ultimo giorno del 2015 Anonymous ha pubblicato il comunicato video che aveva promesso in occasione di quel Tweet in cui annunciava lo “sventato attacco terroristico in Italia” di cui abbiamo parlato in precedenza; nel video, gli Hacktivisti spiegano di aver sventato un attacco in Italia che sarebbe dovuto “accadere in Firenze entro Capodanno

[ads1] Dato qualche dettaglio circa lo sventato attacco in Italia, il filmato prosegue con quello che pare un autoelogio al proprio operato, mettendo in primo piano l’impegno non-violento di Anonymous  a disturbare le comunicazioni tra i terroristi.

In realtà ci si sarebbe aspettato di più ma… cosa?

C’era da immaginarsi che questa faccenda si sarebbe conclusa così, dato il comportamento evasivo e direi incerto di chi aveva lanciato il primo tweet, postato e poi scomparso e poi ricomparso.

youtube anonymous italia - sventato attacco italia

Si allega al video un “comunicato più dettagliato” che vale la pena che sia letto, almeno per delineare meglio tutti gli aspetti dell’argomento: proviamo a sintetizzarlo, riportando tra virgolette il testo originale.

Un utente anonimo (sembrerebbe un altro hacktivista molto attivo) denuncia al fondatore dell’account #opParis, inviandone il link tramite messaggio privato su Twitter, “un account pro ISIS”: la fonte riporta sia il link che il nuovo account aperto in sostituzione del precedente, pur specificando più in là nello stesso comunicato che l’account risulta sospeso.
Da questa denuncia, partono le verifiche del caso da questo Anon.

Gli hacker riescono ad accedere a questo account e ne scandagliano la corrispondenza, scoprendo messaggisenza apparente rispostain cui si parla di questo attacco.

Ipotizzando (…) un attacco organizzato” gli hacktivisti sono intervenuti con un messaggio partito da quell’account in cui si diceva “che qualche fratello ha perso la fede in Allah confidando agli italiani infedeli il giorno del giudizio di Dio, provocando [così] loro dubbi sulla riuscita dell’attentato e bloccando l’ipotetica azione di attacco verso l’Italia. Da qui si è provveduti a impedire l’accesso al proprietario dell’account modificandone i dati di accesso per permetterci di far trapelare la falsa notizia della talpa nell’ISIS. (…) La situazione è stata improvvisa con intervento rapido e senza mezzi termini”.

L’unica osservazione che muovo fra le tante che sorgono leggendo queste parole è semplice: se l’intervento è stato tanto rapido, perché twittare la notizia di uno sventato attacco prima che tutto fosse concluso?

Lasciando la risposta a chi vorrà leggerla al termine del comunicato lungo, una cosa che fa rabbrividire è leggere che “le forze dell’ordine non sono state allertate immediatamente” perché questo Anonsospettava che gli stessi potessero farsi prendere dal sventato attacco italia - ANONYMOUS VIDEOpanico coprendo una zona maggiore, come il target in questione, rispetto che ad un’altra essendo tutt’ora in attesa di una conferma che l’obbiettivo fosse stato annullato, poiché si temeva un rinvio a data da destinarsi”.

Da cosa scaturisce la sicurezza che l’obiettivo non sia cambiato?

Se è vero – è vero? – che era pronto un attacco, non basta leggere che l’Anon ha “verificato un primo aspetto dell’account come le relative immagini, prime traduzioni dei tweets, date e fuso orario dell’account per intuirne l’eventuale posizione geografica risultato non in Italiaè lecito immaginare che il materiale per metterlo a segno sarebbe già in Italia.

Ora, se la farina è nella credenza e la mamma non ne farà zeppole, sicuramente passerà la zia a farne biscotti.

Perdonate l’ironia, forse inadatta ad una tale questione, ma è così: un tale intervento ha solo rinviato una cattiva idea, in attesa che si rivolga a qualcos’altro.

Sempre che questa storia non sia tutta una montatura.

Proprio per questo motivo più di qualcuno ha detto che una tale notizia potrebbe configurare un reato penale, il procurato allarme.

Ancora più amarezza procura leggere queste parole:

È nostra idea – citiamo letteralmente il comunicatoche le forze dell’ordine non debbano giocare con le vite delle persone permettendo l’accesso sul suolo italiano ai suddetti terroristi con la scusante dell’arresto preventivo perché morto un esponente dell’ISIS se ne presenta subito un altro, proprio come accade per gli accounts social sospesi e poi ricreati a decine ovunque. Tali animali vanno fermati sul nascere tagliando direttamente loro le gambe fin dalle prime comunicazioni costringendoli piuttosto a riunirsi nel loro paese anziché permettere loro di permanere negli Stati del mondo con il rischio di esplodere in qualsiasi momento”.

Sono parole forti, che ogni lettore giudicherà da sé.

Certo non vedo, in alcuna angolazione, un concreto aiuto in questa guerra al Terrorismo.

Il messaggio di Anonymous continua riferendosi brevemente al fallimento dei servizi segreti che ha contribuito alla strage di Parigi e, a parer di chi scrive, sa molto di strumentalizzandone.

Non abbiamo modo di dire se sia vera questa notizia di sventato attacco a Firenze – nulla lo prova e sembra che molti altri Hacktivisti nutrano seri dubbi a riguardo – ma c’è tutta la preoccupazione che, se è vero che non sempre l’intelligence è all’altezza delle sfide che la nostra società scopre giorno dopo giorno, è ancor più vero che anche per far il bene c’è un modo giusto per farlo bene: con questo gioco di parole vorrei sottolineare che non basta la gioia di un solo sventato attacco ma servirebbe la capillarità e la coesione di un vero coordinamento tra le figure in campo.

Non esiste partita a scacchi in cui la Torre non sappia cosa fa il Pedone e in cui la Regina non serva il suo Re.

Per vincere il Terrorismo, forse, basterebbe essere più uniti.

Semplicemente. [ads2]

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Updated on 27 September 2021 - 10:12 10:12