Svizzera, anche qui si verifica la “salita” dei partiti ambientalisti



Svizzera
Immagine da Pixabay

Ieri si sono verificate le elezioni federali in Svizzera. Con il rinnovo del Parlamento, c’è stato un boom dei partiti ambientalisti di centrosinistra

Un ribaltone anche in Svizzera, ma non nel modo in cui si penserebbe. Ieri si sono tenute le elezioni federali, organizzate per rinnovare il Consiglio nazionale (ovvero la Camera bassa del Parlamento) e il Consiglio degli Stati (ovvero la Camera alta). Per il Consiglio degli Stati circa la metà dei seggi sarà decisa dal ballottaggio in un nuovo turno previsto per l’11 Dicembre. Invece, per quanto riguarda il Consiglio Nazionale, sono stati assegnati tutti e 200 i seggi, con un risultato inaspettato.

Infatti, se anche qui si è confermato il trend “euroscettico” che sta invadendo l’Europa, con il partito di destra UDC che ha ottenuto il 25,6% (circa 4 punti in meno rispetto alle elezioni del 2015), ad impressionare è la crescita dei partiti ambientalisti. Infatti, sia i Verdi che i Verdi Liberali hanno rafforzato il proprio consenso. I primi hanno quasi raddoppiato i propri voti (dal 7,1% al 13,2%), mentre i secondi hanno ottenuto il 7,8%. In tutto rappresentano circa un quinto dell’elettorato. Il successo dei partiti ecologisti consentirà loro di chiedere almeno un seggio al Consiglio Federale.

Il Governo della Svizzera, quindi, cambia completamente connotati. L’esecutivo, composto da sette membri ed eletto ogni anno dall’Assemblea Federale, composta da Consiglio nazionale e Consiglio degli Stati, avrà dunque presto un membro rappresentato dai Verdi. Al momento nessuno dei due partito ha un proprio rappresentante nel Consiglio.

L’affluenza è stata, però, molto bassa. Secondo SwissInfo, infatti, è stata del 46,1%, dato più basso degli ultimi quindici anni.

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