Talpa dell’Isis beffata dai social

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Talpa dell’Isis beffata dai social. L’uomo, un 51enne di prigine spagnola, sarebbe stato scoperto attraverso alcune ammissioni pubblicate sui canali social affiliati al califfato

Quando i social riescono a salvare una vita anzi, in questo caso, più di una. La vicenda che raccontiamo riguarda un 51enne spagnolo, una talpa dell’Isis, che era riuscito ad infiltrarsi nei servizi segreti tedeschi e a raccogliere informazioni utili allo scopo di preparare un attentato nella sede di Colonia. Ma l’uomo, di origini spagnole ma con passaporto tedesco, non era soddisfatto di aver penetrato i segreti dell’intelligence tedesca, e si è tradito da solo. Come? Attraverso i social.

Negli ultimi mesi l’uomo avrebbe infatti condiviso sui siti jihadisti alcune informazioni top secret, di cui sarebbe venuto a conoscenza sul luogo di lavoro, ma pare che averle ottenuti non lo avesse appagato abbastanza. La talpa dell’Isis si sarebbe vantato di poter far infiltrare anche altri miliziani come lui allo scopo ci compiere degli attacchi terroristici in Germania. Ma il maldestro aspirante attentatore non aveva calcolato che, all’interno, c’era un’altra talpa, che era lì proprio allo scopo di intercettare e neutralizzare eventuali pericoli.

La controspia, infatti, si era infiltrata a sua volta tra i simpatizzanti del califfato, e avrebbe raccolto le dichiarazioni del 51enne e lo avrebbe quindi segnalato alle autorità. La talpa dell’Isis, secondo le indagini, si era convertito all’Islam in segreto, e aveva iniziato il processo di radicalizzazione attraverso un noto reclutatore berlinese, Mohamed Mahmoud. Il compito della maldestra spia all’interno dei servizi segreti era quello di monitorare il reclutamento dei miliziani del califfato proprio a partire dalla corrente salafita, ritenuta la più pericolosa, e di cui faceva parte proprio il predicatore che lo aveva radicalizzato. Questa vicenda insegna: i panni sporchi meglio lavarli in famiglia, sennò finisce male, molto male.