Digitalizzazione dei trasporti, una realtà possibile



digitalizzazione del trasporto

Digitalizzazione del trasporto, una realtà possibile. Secondo la Direzione generale per i trasporti della Commissione europea si tratta di una necessità

Digitalizzazione del trasporto, una realtà possibile. Ad affermarlo la Direzione generale per i trasporti della Commissione europea (Dg Move), che punta alla connessione di ogni tipo di mezzo, dai convogli ferroviari alle automobili, lungo autostrade dotate di wifi e segnale 5G. Tra gli obiettivi della Dg Move anche la guida autonoma delle vetture, semafori capaci di dialogare con gli automobilisti e in grado di avvertirli in casi di ingorghi  e infrazioni.

Secondo Violeta Bulc, slovena, capo della Direzione generale per i trasporti “la digitalizzazione del trasporto non è un’opzione ma una necessità. Si tratta di stabilire un quadro di riferimento complessivo da qui al 2019, quando le prime vetture a guida autonoma arriveranno sul mercato. Per allora vogliamo rendere la mobilità smart e adeguare le infrastrutture. Di qui il nostro piano Cooperative Intelligent Transport Systems (C-Its) con investimenti che nel tempo supereranno i tre miliardi di euro”.

 Secondo la Bulc, il futuro appartiene ai droni, che dal 2020 sostituiranno il trasporto leggero e saranno in grado di recapitare beni come pacchi o pizze, sorvolando lo spazio aereo cittadino, estendendo il concetto della guida autonoma anche ai mezzi pubblici e privati. Il concetto di digitalizzazione del trasporto passa anche attraverso sistemi che già ora sono di uso comune, come le funzioni intelligenti in dotazione alle auto, che le rendono in grado di parcheggiare e frenare da sole. Con la digitalizzazione del trasporto, tali funzioni verrebbero ulteriormente potenziate consentendo, ad esempio, la comunicazione con le altre vetture allo scopo di allertare il prossimo rispetto ad una situazione grave come un incidente.
Ma la Bulc avverte “se stabilissimo ora il quadro normativo, rischieremmo di anticipare i tempi. Bisogna esser cauti: un hacker che riesce a violare uno smartphone può rubare dei dati. Con una vettura a guida autonoma si rischia molto di più. E c’è la parte assicurativa e della privacy da affrontare”. Le prime norme in materia verranno esaminate a partire dal 2018.

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