Tomb Raider, la saga della giovane Lara Croft interpretata da Alicia Vikander, ritorna sul grande schermo dal 15 marzo. Nuovo film o gameplay? Scopriamolo insieme

Tomb Raider torna sul grande schermo. Il film, nelle sale dal 15 marzo, ripropone una nuova Lara Croft, interpretata da Alicia Vikander, dopo la saga dei primi anni duemila con Angelina Jolie. Sicuramente più azione ma la trama si presenta abbastanza scontata e a tratti banale. Ma analizziamo meglio il tutto.

Una nuova Lara

Interpretazione riuscita per la giovane Alicia Vikander, già vincitrice del premio Oscar per il film “The Danish Girl“, come miglior attrice non protagonista. La grinta e l’intraprendenza che hanno da sempre contraddistinto la Croft si sono viste. Rispetto al personaggio interpretato in precedenza dalla Jolie, in questo nuovo Tomb Raider abbiamo un’inesperta Lara che si ritrova catapultata nel mondo del paranormale, spinta dalla fame di curiosità trasmessa dal padre.

Bisogna aspettare un pò di tempo prima di entrare nel mondo di Tomb Raider. Inizio lento e non particolarmente pregno di azione, ma poco prima dell’intervallo si viene immersi nell’avventura che va avanti fino alla fine della pellicola.

Durante il film, lo spettatore viene immerso nell’azione al limite tra cinema e videogioco. Infatti, la sensazione che si prova è quella di stare avanti ad un gameplay. D’altronde la Tomb Raider della Vikander, anche come fisionomia, somiglia molto all’eroina rappresentata negli ultimi titoli per console.

Michael Phillips, del Chicago Tribune, ne ha scritto: “Non è mezzo brutto per un’ora. Poi c’è un’altra ora. Quell’ora è piuttosto brutta. Non è divertente guardare la tua eroina d’azione venire spintonata, colpita e presa a calci a margine nel suo film, mentre gli uomini prendono il sopravvento e si alternano a vicenda prima di scadere”.

Sicuramente ci sarà un secondo capitolo, non ancora annunciato, ma dal finale è lampante l’intenzione. Speriamo che nonostante le recensioni non particolarmente “morbide” si farà il secondo capitolo. Insomma, si poteva fare di meglio.