Johnson&Johnson, coronavirus

Per Pascal Soriot, ad dell’AstraZeneca, i vaccini in UK hanno la priorità sull’UE. Ma Bruxelles contesta obblighi morali e contrattuali

Polemiche su polemiche. Dopo l’annuncio di un taglio alle prime consegne previste per Febbraio, Pascal Soriot torna a parlare della distribuzione dei vaccini nell’UE per il Coronavirus. L’amministratore delegato di AstraZeneca ha deciso pubblicamente di dare la precedenza al Regno Unito, scatenando di fatto le ire dell’Unione. Bruxelles, infatti, ha dichiarato di voler chiedere lo svincolo dalla clausola di segretezza per poter pubblicare il contratto. In particolare, le fonti chiariscono che non è previsto che la produzione delle dosi per l’UE debba essere limitata alla fabbrica in Belgio.

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Soriot si è difeso così: “Non dirottiamo certo i vaccini degli europei verso altri Paesi. Sarebbe illogico e controproducente da parte nostra. I problemi in UE sono stati un caso e di certo non sono intenzionali. Abbiamo l’obiettivo di recapitare all’UE 17 milioni di dosi entro la fine di febbraio. Di queste, 2,5 circa in Italia. Anche noi siamo delusi: ci piacerebbe riuscire a produrre di più. A febbraio consegneremo all’Europa una quantità soddisfacente, simile agli altri produttori. Stiamo lavorando 24 ore su 24, sette giorni su sette per risolvere i problemi.

L’ad di AstraZeneca ha poi continuato sui vaccini: “La produzione del nostro vaccino è composta da due fasi: una è la creazione del principio attivo in due stabilimenti in Belgio e Paesi Bassi, l’altra è la resa in farmaco, in due centri in Germania e Italia, ad Anagni, dove state facendo uno straordinario lavoro. Le difficoltà nascono nella prima fase. Alcuni siti generano più ‘raccolto’, altri meno, come purtroppo accaduto in Europa. Queste disfunzioni capitano quando si aumenta la produzione a centinaia di milioni di dosi di un nuovo vaccino. Abbiamo due mesi di ritardo, ma risolveremo questi problemi.

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