Venerdì 13: sfortuna o superstizione?

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Il venerdì 13 è considerato un giorno nefasto nella cultura popolare occidentale e non, ma quali sono le origini di questa superstizione?

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Oggi è venerdì 13! Quanti di noi si sono soffermati a pensare almeno una volta a questa ricorrenza? Di sicuro non c’è un reale motivo per cui agitarsi a meno che non siate superstiziosi. È antica l’usanza di considerare il venerdì come il giorno meno propizio della settimana, così come recita il proverbio che lo indica come il più inadatto, insieme al martedì, per sposarsi, partire o “dar principio all’arte”.  Il numero 13 è considerato uno dei numeri più sfortunati accanto al 17. Nella cultura popolare di molti paesi, tra cui l’Italia, il 13 viene considerato un numero di cattivo auspicio in diversi contesti. Quando il numero 13 cade di venerdì tale combinazione viene considerata nefasta. Non mancano credenze di segno opposto che ritengono fortunato il 13  e sfortunato il venerdì 17. Cerchiamo, dunque, di capire i simbolismi legati a questa data e di ripercorrere la storia di questa superstizione così diffusa per capire da cosa abbia avuto origine.

Uno dei più evidenti simbolismi, nella cultura occidentale, risiede nel novero dei commensali dell’Ultima cena, con il tredicesimo dei presenti, Giuda, che tradì Gesù, il quale morì sulla croce proprio il venerdì. Da ciò deriva la superstizione, diffusa ancora oggi, di non essere tredici a tavola: è come se il tredicesimo invitato prendesse il posto di Giuda. Nella tradizione biblica, inoltre, il venerdì è il giorno della tentazione di Adamo ed Eva, dell’inizio del Diluvio Universale, della distruzione del Tempio di Salomone. Nella Roma pagana il sesto giorno settimanale rappresentava il giorno delle esecuzioni. Basta poi qualche coincidenza storica ad alimentare la fama oscura legata a questa data.  Lo storico Diodoro Siculo riferisce che Filippo II, re di Macedonia e padre di Alessandro Magno, fu ucciso da una sua guardia del corpo dopo aver fatto mettere una propria statua accanto alle dodici divinità dell’Olimpo. Inoltre, pare che proprio il venerdì 13 dell’ottobre del 1307, il re di Francia, Filippo IV Il Bello, diede l’ordine di arrestare tutti i cavalieri del Tempio, ossia i Templari, presenti sul territorio francese, confiscando i loro beni e consegnandoli all’Inquisizione.numero 13

Sempre il 13 è considerato elemento di disturbo dei cicli perfetti, ovvero 12 sono i mesi e 12 dodici i segni zodiacali. È il successore del 12, un numero altamente composto, che è considerato positivo in molte culture. Un insieme di dodici elementi si può dividere in parti uguali in molti modi, l’aggiunta di un tredicesimo elemento impedisce la divisione; non a caso il 13 è un numero primo. I filosofi greci definivano il 13 “un numero imperfetto”, mentre perfino nella tradizione induista un raduno composto da 13 persone viene considerato di cattivo auspicio.

Nei paesi anglosassoni, in particolare negli Stati Uniti, è diffusa l’abitudine di escludere il numero 13 dall’uso quotidiano. Il numero viene ignorato nella numerazione delle stanze d’albergo, dei piani dei palazzi, dai tavoli nei locali pubblici e da ogni altro utilizzo comune. Spesso la semplice superstizione può trasformarsi in una vera e propria patologia: la triscaidecafobia (dal greco tris, tre, kai, e, deka, dieci)  ovvero paura del numero tredici.

Ha contribuito a incrementare la diffusione di leggende e pregiudizi nei confronti di questa data la fortunata produzione cinematografica: il ciclo di Venerdì 13, inaugurato dal primo Friday the 13th” di Sean S. Cunningham nel 1980, film che ha consacrato la sinistra maschera di Jason Voorhees ad autentica icona del genere horror, alimenta la convinzione che la giornata sia in qualche modo “maledetta”.

E voi oggi che farete? Uscirete di casa?

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Germana Giardullohttps://zon.it
Giornalista pubblicista, collaboro dal 2015 con le testate zon.it e zerottonove.it in qualità di responsabile di redazione. Ho conseguito la laurea magistrale in filosofia politica discutendo una tesi dal titolo "identità ebraica, male totalitario e giudizio nel pensiero politico di Hannah Arendt", con votazione 110 e lode. Sono attratta dal mondo della comunicazione, dai suoi diversi linguaggi e dalle nuove tecnologie d'informazione. Interessata alla politica, l'attualità e al cinema in generale. Nello specifico il cinema d'autore degli anni cinquanta, sessanta e settanta.

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Updated on 29 July 2021 - 16:01 16:01