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Meningite: epi-demia o epi-media?: il convegno a Città della Scienza

A Città della Scienza riflettori puntati sulla meningite. Occasione di approfondimento e sfida lanciata contro allarmismo mediatico e disinformazione

La lotta contro la meningite risulta essere ancora dura da combattere, in quanto caratterizzata da dibattiti, dubbi, fallimenti, oltre che da un’attenzione incostante nei confronti di questa patologia. Il fallimento più evidente nell’impervia battaglia contro la meningite consiste nel numero ancora elevato di decessi associato ad un coinvolgimento tuttora scarso della popolazione nella cultura della prevenzione. La risorsa più importante ed efficace nelle nostre mani è rappresentata dalla vaccinazione. Questo dato entra, però, in contrasto con l’ampia diffidenza che l’opinione pubblica nutre verso le vaccinazioni, additate come responsabili di effetti avversi che giustificherebbero la mancata adesione ai mezzi di profilassi.

La Giornata Mondiale contro la Meningite del 24 aprile scorso ricorre, dunque, in un momento storico nel quale ricordare quanto sia utile vaccinarsi per arginare la diffusione di malattie temibili quale è appunto la meningite può rivelarsi quanto mai proficuo. Ma potrebbe diventarlo soltanto se ogni giorno venissero messi in atto i messaggi che una giornata mondiale è in grado di trasmettere.

Non solo il 24 aprile, ma ogni giorno

Di meningite si parla in maniera discontinua, ad intervalli ciclici, spesso sotto l’onda d’urto di un terrorismo mediatico scatenato ed alimentato dalla comparsa di focolai in determinate aree del Paese. Ne consegue il panico legato alla difficoltà di controllare la propagazione della malattia ed una inadeguata gestione dominata da facili allarmismi e da un’altrettanto immediata perdita di attenzione quando sulla meningite si spengono nuovamente i riflettori. Emerge, pertanto, una evidente responsabilità da parte di media e stampa, che sembra scandiscano, sulla base di fondamenti tutt’altro che oggettivi, i ritmi on/off con i quali prestare interesse nei confronti della meningite.

Meningite: epi – demia o epi – media?”

In occasione della Giornata Mondiale Contro la Meningite, si è svolto nella mattinata di mercoledì 26 aprile, presso il Teatro Galilei di Città della Scienza, il convegno dal titolo “Meningite: epi – demia o epi – media?”.

Il Teatro Galilei di Città della Scienza che ha ospitato il convegno “Meningite: epi-demia o epi-media?”.

Il titolo è emblematico e pone in evidenza la dicotomia, sempre più frequente, tra dati scientifici – dotati di oggettività – e dati mediatici – opinabili.

Il seminario, moderato dal Prof. Maurizio Bifulco, Presidente della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Salerno e Responsabile Scientifico di Corporea, il museo interattivo dedicato al corpo umano inaugurato lo scorso 4 marzo presso Città della Scienza, ha permesso di fare luce sulle caratteristiche della meningite e di informare correttamente riguardo le strategie di cura e prevenzione.

La meningite è una malattia contagiosa, potenzialmente grave, ma prevenibile.

È questo il messaggio chiave emerso dalle relazioni susseguitesi nel corso del simposio, che ha visto l’attiva partecipazione di volti noti della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Salerno, tra i quali il Prof. Silvano Esposito, Docente di Malattie Infettive, che ha illustrato gli aspetti clinici e fisiopatologici delle meningiti.

Vaccinazione e profilassi.

La vaccinazione è lo strumento più efficace per la prevenzione della meningite batterica. Il vaccino va somministrato solo alle fasce di popolazione raccomandate (bambini, adolescenti e giovani adulti) e ai gruppi a rischio, per garantire la protezione individuale e collettiva (“immunità di gregge”) dalla malattia.

Le indicazione del Ministero della Salute sulle categorie da sottoporre a vaccinazione (tratto dalla pagina “Io vaccino”)

I principali fattori di rischio della meningite batterica sono:

  • l’età;
  • la vita in comunità;
  • fumo ed esposizione al fumo passivo;
  • alcune patologie: in primis le immunodeficienze, ma anche gravi cardiopatie ed epatopatie, malattie polmonari croniche, diabete.

In Italia sono disponibili tre tipi di vaccino anti-meningococco:

  • il vaccino coniugato contro il meningococco di sierogruppo C
  • il vaccino coniugato tetravalente
  • il vaccino contro il meningococco di sierogruppo B

I vaccini contro la meningite inseriti nel nuovo Calendario vaccinale LEA, incluso nel Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019, sono gratuiti per specifiche fasce di popolazione, che sono quelle a maggior rischio di infezione.

Profilassi e sorveglianza

Il Prof. Francesco De Caro (Dipartimento di Igiene, Facoltà di Medicina e Chirurgia di Salerno) ha illustrato le misure di profilassi messe in atto a seguito dell’identificazione di un caso  di meningite che ha colpito una studentessa di Beni Culturali a Salerno.

Durante un focolaio epidemico, è importante:

  • identificare rapidamente il patogeno, per scegliere le misure di profilassi più adeguate;
  • individuare i contatti stretti da sottoporre a chemioprofilassi o a sorveglianza sanitaria per i 10 giorni successivi alla data della diagnosi del primo caso, tenuto conto del massimo periodo di incubazione della malattia.

De caro ha, inoltre, sottolineato come la corretta informazione su tali misure possa essere utile per fronteggiare un focolaio di malattia e per gestire con la dovuta attenzione il panico ad esso correlato. Proprio come è avvenuto nella gestione del caso della studentessa, nel quale ha giocato un ruolo fondamentale la collaborazione tra Ateneo, ASL e Dipartimento di Prevenzione.

Non si tratta di epidemia, ma di epi – media

Che non si possa parlare di epidemia quanto piuttosto di terrorismo mediatico lo dimostrano chiaramente i dati.

Secondo i dati forniti dall’Istituto Superiore di Sanità, nel 2016 sono stati segnalati 178 casi di meningite da meningococco, con un’incidenza in lieve aumento rispetto al triennio 2012-14, ma in diminuzione rispetto al 2015. Ciò è dovuto alla presenza in Toscana di una trasmissione più elevata che nel resto d’Italia, dove la situazione è costante, soprattutto per quanto riguarda l’infezione da meningococco di tipo C negli adulti già notata nel corso del 2014.

Il numero totale dei casi di meningite, dovuti, quindi, anche agli altri germi indicati, è passato da 1479 nel 2014, a 1815 nel 2015 e a 1376 nel 2016, quindi con una discreta diminuzione rispetto al biennio passato. Per esempio, si sono verificati 940 casi di meningite da pneumococco nel 2016 (rispetto ai 1256 casi del 2015) e 80 da emofilo (rispetto ai 131 del 2015).

A scatenare la maggiore attenzione mediatica sulla meningite da meningococco è stato l’aumento, dal gennaio 2015, dei casi di meningite C nella zona centrale della Toscana. Ma, se nel 2015 i media si sono concentrati prevalentemente sui casi locali, nel 2016 l’attenzione si è spostata a livello nazionale, senza che ciò fosse giustificato da un reale incremento dei casi di meningite in altre Regioni.

Il nemico dal quale difendersi è rappresentato dalla disinformazione, che crea allarme, paura, panico, ed amplifica la gravità della situazione inseguendo lo scoop facile.

Il punto di vista degli studenti

Gli studenti della Facoltà di Medicina di Salerno nel corso del convegno a Città della Scienza.

L’unica arma che abbiamo a disposizione per combattere contro l’allarmismo creato dalla stampa è la conoscenza – dichiara, nel suo intervento, Biagio Donnarumma, studente della Facoltà di Medicina di Salerno, che ha espresso, in rappresentanza dei suoi colleghi, il punto di vista di chi, tra i banchi e le prime esperienze sul campo, comincia a formarsi e a sviluppare una precisa consapevolezza in materia di informazione scientifica.  Quella che la Prof. Marina Melone (Dipartimento di Neuroscienze, Seconda Università di Napoli), nel corso del convegno, ha definito “coscienza critica”. Si tratta di una consapevolezza individuale e collettiva che consente di guardare i fatti piuttosto che le opinioni. I dati piuttosto che i “secondo me”. È l’unico approccio con il quale poter filtrare le informazioni trasmesse dai media, selezionando quelle scientificamente corrette.

Va perseguita la cultura del fare e non quella del subire”, aggiunge la Melone.

Le fa eco Donnarumma, che afferma: “Occorre una riflessione critica. È importante informarsi adeguatamente facendo riferimento alle figure istituzionali per evitare di assecondare e rinforzare gli allarmismi ingiustificati”.

Il Prof. Maurizio Bifulco, Presidente della Facoltà di Medicina di Salerno, insieme al Prof. Silvano Esposito, nel corso del seminario a Città della Scienza.

La voce degli studenti è quella che offre maggiori speranze per il futuro. Saranno i medici del domani e risulta, pertanto, fondamentale che si (in)formino criticamente e che vengano coinvolti in queste iniziative che permettono un dibattito critico ed un confronto dal quale emerga un messaggio chiave: il vaccino è una risorsa, non un pericolo. Per fare questo, occorre che “gli scienziati e i professionisti della comunicazione trovino un punto di incontro e collaborino”, come evidenziato dal Prof. Bifulco nel suo articolo recentemente pubblicato sul Corriere della Sera.

 

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