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Monica Jornet, l’insegnante anarchica dello «Scugnizzo Liberato»

L’evento «Praticare il francese – Incontro per tutti i livelli» si svolge il venerdì, ogni quindici giorni, nell’ex carcere minorile «Filangieri» di Napoli. Ecco l’intervista con Monica Jornet

«Non sono l’uno per cento ma credetemi esistono… quelli che vogliono imparare il francese». Fa un po’ il verso a una canzone del poeta anarchico Léo Ferré questo simpatico sottotitolo dell’evento «Praticare il francese – Incontro per tutti i livelli», organizzato da Monica Jornet allo «Scugnizzo Liberato» di Napoli, l’ex carcere minorile «Filangieri» e ancor prima conosciuto come il «Complesso di San Francesco delle Cappuccinelle», situato nel quartiere Avvocata della città partenopea.

Un edificio del Seicento, che è stato riaperto il 29 settembre 2015 tramite l’azione degli attivisti della Campagna «ScaccoMatto», al fine di dare inizio ad attività gratuite e laboratori come cineforum e doposcuola.Monica Jornet

L’incontro di francese è ripreso dal 9 settembre, dopo la pausa di agosto che ha permesso ulteriori lavori di ristrutturazione della sede, e si svolge al primo piano, nella «Stanza della rondine». Un’occasione per avvicinarsi alla cultura e alla lingua transalpina (la seconda lingua più insegnata al mondo dopo l’inglese), di parlare delle proprie esperienze e dei propri progetti, gettando uno sguardo sull’attualità, per apprendere tutto quello che serve per una permanenza in Francia sia per diletto che per studio o per lavoro.

Zon.it ha intervistato proprio Monica Jornet, insegnante di francese allo «Scugnizzo Liberato». Madrelingua spagnola e francese, Monica Jornet è nata a Parigi da famiglia spagnola. Laureata in lingua spagnola alla Sorbona, lavora a Parigi ma «vive» a Napoli.

Ciao Monica, presentaci i tuoi corsi o incontri di francese.

«Non li ho chiamati “corsi” perché non è un corso, non volevo niente di scolastico, sono quindi degli “incontri”. Persone di tutte le condizioni (pensionati, studenti, disoccupati, lavoratori) che hanno un appuntamento per condividere il piacere di parlare in francese. L’atmosfera è distesa; partecipiamo al gioco, accettato con gioia da tutti, di conversare in un’altra lingua, differente dalla propria».

Come si svolge l’incontro?

«L’incontro dura due ore, la prima ora si canta: in ogni seduta proponiamo i classici dei cantautori francesi e quelli del repertorio della canzone rivoluzionaria francese. La seconda ora si parla. Ho sempre un programma (molto vario) e poi man mano si parla del più e del meno; tante volte, tutto ciò, è interessantissimo e sempre divertente!».

Cortile dello «Scugnizzo Liberato». Foto di Monica Jornet
Cortile dello «Scugnizzo Liberato». Foto di Monica Jornet

Qual è il grado di conoscenza del francese che i partecipanti devono avere?

«L’evento Facebook s’intitola “Praticare il francese – Incontro per tutti i livelli”. Il mio primo compito è creare le condizioni di una situazione di normale comunicazione tra amici attorno a un tavolo. Questo ovviamente non si improvvisa, penso sempre in anticipo cosa possa far scattare la scintilla della conversazione. Poi il mio secondo compito è che ciascuno possa dire la sua, qualsiasi sia il suo livello di francese. Non intervengo nello stesso modo perché potrebbe esserci l’interlocutore che non sa ancora una parola e quello che invece lo sta studiando all’università… È questa la cosa bella: tutti impariamo a parlare, parlando».

Quindi la prima ora di lezione sarà incentrata sul canto. Come mai questa scelta?

«Cantare, come ti dicevo, è la prima cosa. Per prendere confidenza, non incominciare a parlare “a freddo”. Poi chi non parla francese, si sente al pari di chi lo parla un po’ o lo parla bene. E per tutti è un allenamento per la pronuncia del francese, che non è facile. Poi mette allegria cantare e questo non guasta mai, non è vero? Contemporaneamente s’imparano il vocabolario e la grammatica dal vivo, arricchendo il lessico, e si fa la conoscenza di testi spesso di grande qualità letteraria oppure ottimi per conoscere la lingua parlata».

Essendo l’insegnante, naturalmente correggi gli sbagli?

«Ovviamente aiuto se serve, ma soltanto a richiesta dalla persona che parla. Non interrompo mai per correggere uno sbaglio. Altrimenti alla seconda interruzione, si è rotta la comunicazione, questo è assodato, poi mi sembrerebbe veramente scortese. Quindi faccio in un altro modo, mi segno tutto mentre ascolto e invio le correzioni al gruppo quando siamo tutti tornati a casa».

Come fate a rimanere in contatto?

«Ho creato un gruppo su Facebook, “Parliamo e cantiamo in francese allo Scugnizzo Liberato”, per avere uno spazio comune dove consultare testi e link delle canzoni, per accomunare informazioni, scambiare opinioni e richieste, pure pubblicare qualche foto e così via. Gli eventi passano ma con lo spazio comune e l’informazione il contatto non si perde, non solo tra gli “habitué” ma pure tra chi è venuto una volta, chi viene saltuariamente, chi viene solitamente, chi vorrebbe venire ma non ha la fortuna di vivere a Napoli, eccetera».

La «Stanza della rondine»
La «Stanza della rondine». Foto di Monica Jornet

Ci sono molti partecipanti?

«Il sottotitolo del nostro gruppo è “Non sono l’uno per cento ma credetemi esistono… quelli che vogliono imparare il francese”. Una battuta. All’inizio ho pensato che sicuramente non sarebbe venuto nessuno per imparare il francese, mentre immaginavo un corso d’inglese affollatissimo… sarebbe un fatto normale, insomma… Per di più, la mia pedagogia è libertaria, quindi mi è venuta in mente la canzone di Léo Ferré: “Ils ne sont pas un sur cent et pourtant ils existent, les anarchistes…” (“Non sono l’uno per cento ma credetemi esistono, gli anarchici…”, ndr). Infatti il primo giorno non è venuto nessuno (ride, ndr)! Poi mi sono meravigliata perché non è stato così. Comunque non vengono mai tutti quelli che si iscrivono e dunque possiamo rimanere tutti assieme attorno a un tavolo, a cantare stonando e parlare a vanvera (ride ancora, interrompendo il suo italiano fluente, ndr)!».

Puoi darci maggiori informazioni? Quando si svolgerà l’incontro?

«L’incontro si svolge il venerdì, ogni quindici giorni, dalle 18:30 alle 20:30, allo “Scugnizzo Liberato”, Salita Pontecorvo 46. Sono puntuale, ovviamente, ma se un partecipante non ce la fa ad arrivare in tempo perché lavora o arriva in ritardo per qualsiasi ragione, è sempre il benvenuto. L’evento “Praticare il francese – Incontro per tutti i livelli” è annunciato tramite Facebook e sul calendario settimanale della pagina “Scugnizzo Liberato”, che viene pubblicato ogni lunedì. Anche nel gruppo pubblico di Facebook “Parliamo e cantiamo in francese allo Scugnizzo Liberato”».

Quanto costano gli incontri?

«Nel collettivo dello “Scugnizzo Liberato”, ciascuno sceglie le condizioni della sua attività.

Monica Jornet
Monica Jornet

Io chiedo un contributo volontario di 1 € a seduta e chi ha la possibilità può anche aggiungere ogni tanto spiccioli, così facciamo il corso “sospeso” per chiunque ne abbia bisogno. È una scelta mia non tenere niente per me, l’intera cassa del francese è per lo “Scugnizzo Liberato”. Questo incontro di francese è il mio contributo a una bellissima esperienza di costruzione dal basso di uno spazio comune autogestito, che merita il suo nome perché qua si vive la libertà».

Mi congedo da Monica Jornet complimentandomi per il suo italiano impeccabile («Devi sapere che sto imparando l’italiano da quattro anni e qualche mese, da autodidatta, e non ho messo nemmeno subito piede in Italia»), anche se avrei voluto chiederle molte altre cose. Stando a contatto con le due realtà, le avrei chiesto di elencarmi alcune differenze tra la Francia e l’Italia, due Paesi meravigliosi e somiglianti, spesso rivali a causa dello sport e per colpa degli immancabili stereotipi.

Avrei voluto approfondire il suo rapporto con Napoli («Sono capitata qui per caso, per un’infinita fortuna»), ma poi mi accorgo che avrei anche potuto superare quella labile divisione che separa la curiosità dall’invadenza. E così, non mi resta che scriverle «merci beaucoup» per avermi concesso questa intervista, augurandole un buon rientro a Napoli. À bientôt, Monica!

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