Trump, la politica interna e la politica estera

Donald Trump

Il neo-presidente repubblicano Donald Trump promette l’arresto o l’uscita dei criminali stranieri nel paese e la costruzione di un muro ai confini con il Messico. Politica estera all’insegna dell’equilibrio, della lotta al terrorismo e della riconciliazione con gli Usa

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Trump in un’intervista alla CBS ha dichiarato: “Butteremo fuori dagli Stati Uniti coloro che sono immigrati irregolari e criminali, soprattutto membri di gang o trafficanti di droga”. Il Presidente ha azzardato una stima intorno ai 2-3 milioni di clandestini per quanto concerne gli immigrati da espellere dal territorio nord-americano. Alla domanda dei cronisti sulla realizzazione del muro ai confini del Messico, il leader repubblicano ha risposto che verrà senz’altro costruita una barriera in una determinata zona calda del confine, mentre per la restante parte verrà applicata una semplice recinzione.

Nonostante le iniziali tensioni fra Messico e Usa, i toni del presidente messicano Enrique Pena Nieto si sono poi ammorbiditi, congratulandosi col presidente Trump per la vittoria. Ciò è probabilmente dovuto al fatto che quest’ultimo ha ritirato l’opzione iniziale di una spesa messicana nella realizzazione del muro, che raggiungerebbe i 40 miliardi di dollari. Di fronte ai suoi accusatori egli ha poi ammonito i propri fans: “stop agli attacchi razzisti, si tratta solo di combattere la clandestinità”. Dai toni decisamente reazionari si è rivelato il discorso sui provvedimenti inerenti all’aborto, con la promessa di nomine di giudici anti-aborto all’interno della Corte Suprema. Favorevole si è dimostrato il sostegno di Donald Trump alla detenzione di armi da fuoco e la nomina di autorità giudiziarie nella medesima Corte, preposte al mantenimento di tale misura.

Per quanto concerne la politica estera, Trump ribadisce il proprio impegno nella lotta contro il terrorismo e nella salvaguardia del governo siriano di Assad, presidente eletto democraticamente ma costantemente bersagliato dalla stampa internazionale, oltre che dagli attacchi fisici delle milizie jihadiste dell’Isis e dei ribelli filo-americani del Free Syrian Army. Afferma il presidente; “Gli Usa devono concentrarsi nella lotta contro l’Isis, non contro Bashar al-Assad, altrimenti i rapporti con la Russia verrebbero irrimediabilmente compromessi”.

Già nei giorni precedenti, Trump e Putin hanno intrapreso una conversazione telefonica inerente alla possibilità di riconciliazione fra i due stati, nonché una possibilità di risoluzione della crisi politica in Siria. E’ noto, infatti, che il leader repubblicano avesse promesso da tempo lo smantellamento di numerose basi Nato in Europa dell’Est, a causa dei costi eccessivi in campo militare.

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