Ed ora piantiamola: in 200 per la legalizzazione della marijuana



Proposta rivoluzionaria di 200 parlamentari sulla legalizzazione della marijuana. Finisce l’era del proibizionismo?

Il Parlamento il più delle volte si caratterizza per aspri litigi e forti contrapposizioni tra le parti in causa.

Ci sono però occasioni particolari in cui le diverse anime del nostro organo legislativo convergono praticamente su l’intera proposta.

Questa volta a ritrovarsi sulle medesime posizioni sono stati ben 200 parlamentari (tra le fila di Pd, M5S e SeL) con una proposta che ,finalmente, spazza via il muro di perbenismo presente da anni nel nostro Paese.

Il disegno di legge, presentato in entrambi i rami del Parlamento, riguarda la disciplina sulla legalizzazione della marijuana.

Le maggiori novità sul tema riguardano soprattutto il consumo personale; nella proposta si fa riferimento, infatti, sia alla coltivazione diretta in casa (per un massimo di cinque piante) che alla formazione di “cannbis – club” sulla falsa riga di quelli nati in Spagna.

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Legalizzazione della marijuana

Gli unici due limiti posti a queste due ipotesi riguardano la gestione dei “club” ad individui condannati per traffico di stupefacenti e, in generale, il divieto assoluto di vendita sia a livello individuale che di circolo.

Altra grande novità è quella inerente la vera e propria commercializzazione; in questo caso specifico si cerca di riprendere in qualche modo il modello olandese fondato sui coffee shop.

Infatti, in base alla nuova proposta di disciplina, sia la marijuana che l’hashish potranno essere acquistate all’interno di esercizi commerciali dotati di licenza rilasciata dallo Stato.

Inoltre, al fine di controllare il “prodotto” venduto, saranno autorizzate coltivazioni gestite dall’Agenzia delle dogane e dai Monopoli di Stato.

L’acquisto di marijuana ed hashish sarà possibile solamente per i maggiorenni e non si potrà detenere più di cinque grammi lodi (quindici se sono detenuti in casa propria).

L’unico divieto generale è quello inerente il consumo negli spazi pubblici e nei luoghi di lavoro.

Il cammino verso un cambio di rotta rispetto all’ottuso proibizionismo di questi anni è appena cominciato e, dati i numeri presenti nelle Camere, ci potrebbero essere realmente delle sorprese.

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